In attesa del "venerdì dell’ultimo avvertimento"
Radio Beckwith evangelica

Non ci sono grandi novità dalle piazze egiziane. Oggi sembra essere una giornata d’attesa, la vigilia del “venerdì dell’ultimo avvertimento”, la nuova grande manifestazione indetta per domani. Si attende che le promesse del primo ministro e del Consiglio Militare prendano forma concreta. La tv egiziana, ieri, ha annunciato il licenziamento di circa 600 ufficiali di polizia di alto rango, dei quali 27 sarebbero stati costretti al pre-prensionamento. Altri sarebbero stati destinati a dipartimenti diversi da quello criminal-investigativo.

Potrebbe sembrare una buona notizia, ma gli attivisti per i diritti umani sono cauti nel pronunciare giudizi positivi. Innanzitutto, ogni hanno a quest’epoca avviene sempre un “movimento” di ufficiali, dunque la cosa più importante è sapere chi è stato licenziato o trasferito. Gli egiziani vogliono i nomi, vogliono la trasparenza e vogliono anche che questi ufficiali siano processati. Tanto più in questi giorni, quando è giunta notizia di due nuovi presunti casi di tortura da parte dei poliziotti, riguardanti un manifestante di piazza Tahrir e uno di Suez.

Gira anche voce su un rinvio della data elettorale. Tuttavia, non è la prima volta che si sparge la notizia e poi viene smentita. Sembra, comunque, che si stia pensando di annunciare ufficialmente le elezioni a settembre, affinché possano tenersi entro fine anno. La dichiarazione costituzionale temporanea, infatti, non stabilisce che le elezioni debbano necessariamente tenersi a settembre, basta che in tale mese si dia inizio alle procedure elettorali. Molti partiti delle forze secolari sono assolutamente d’accordo con il rinvio.

Pare dunque che il partito della “Costituzione prima” abbia segnato qualche punto, se si considera anche la promessa del Consiglio Militare di stilare un documento con i principi base della nuova Costituzione e le linee guida per la formazione dell’assemblea costituente che dovrà redigerla. In tal modo, si dovrebbe garantire la stesura di una Costituzione che rappresenti tutte le forze del paese e non solo quelle della maggioranza che risulterà dalle prossime elezioni parlamentari.

In questa giornata di quiete dal punto di vista degli avvenimenti politici, si muove tuttavia con grande vigore la macchina della diffamazione. Gli islamisti, che ancora non hanno digerito le nuove proteste, sono particolarmente attivi in questo. Secondo il sito ufficiale dei Fratelli Musulmani, infatti, piazza Tahrir pullulerebbe di spie sioniste. Alcune di loro, catturate dagli addetti alla sicurezza, avrebbero persino una stella di David tatuata sul braccio. Ora, io capisco l’isteria di questi giorni dei Fratelli Musulmani che hanno vissuto tempi migliori. Tuttavia, come ha fatto notare un esperto militare, quale spia sionista sarebbe mai così stupida da farsi tatuare una stella di David sul braccio? Non c’è dubbio che l’Egitto, in questo momento, sia affollato di informatori di ogni nazionalità, ma si conceda loro almeno una certa professionalità.

Alcuni giornali, invece, hanno reso noto il verbale dell’interrogatorio a Mubarak nell’ambito del processo per l’uccisione dei manifestanti (che dovrebbe tenersi il prossimo 3 agosto). L’anziano presidente deposto si è ovviamente dichiarato completamente innocente. Poi ha affermato che se anche avesse dato l’ordine di non far del male ai manifestanti, nessuno l’avrebbe ascoltato. A sentir lui, era un povero semplice fantoccio che stentava ad affermare la sua volontà.

Ma nonostante tutto, la vita a piazza Tahrir procede tranquilla. Ora ci sono anche la rete wireless e la lavanderia a secco. Ogni giorno si aggiunge un tassello a questa comunità variegata. Troppo variegata per qualcuno. Alcuni manifestanti, infatti, non amano che le proteste di piazza Tahrir si trasformino in un “carnevale”, con un eccesso di musica e spettacoli dal sapore un po’ troppo hippie. Pertanto, le discussioni continuano senza sosta. E se volete avere un assaggio della vita in piazza Tahrir, qui troverete un video pubblicato oggi dal giornale al-Ahram.


Non ci sono grandi novità dalle piazze egiziane. Oggi sembra essere una giornata d'attesa, la vigilia del "venerdì dell'ultimo avvertimento", la nuova grande manifestazione indetta per domani. Si attende che le promesse del primo ministro e del Consiglio Militare prendano forma concreta. La tv egiziana, ieri, ha annunciato il licenziamento di circa 600 ufficiali di polizia di alto rango, dei quali 27 sarebbero stati costretti al pre-prensionamento. Altri sarebbero stati destinati a dipartimenti diversi da quello criminal-investigativo. Potrebbe sembrare una buona notizia, ma gli attivisti per i diritti umani sono cauti nel pronunciare giudizi positivi. Innanzitutto, ogni hanno a quest'epoca avviene sempre un "movimento" di ufficiali, dunque la cosa più importante è sapere chi è stato licenziato o trasferito. Gli egiziani vogliono i nomi, vogliono la trasparenza e vogliono anche che questi ufficiali siano processati. Tanto più in questi giorni, quando è giunta notizia di due nuovi presunti casi di tortura da parte dei poliziotti, riguardanti un manifestante di piazza Tahrir e uno di Suez. Gira anche voce su un rinvio della data elettorale. Tuttavia, non è la prima volta che si sparge la notizia e poi viene smentita. Sembra, comunque, che si stia pensando di annunciare ufficialmente le elezioni a settembre, affinché possano tenersi entro fine anno. La dichiarazione costituzionale temporanea, infatti, non stabilisce che le elezioni debbano necessariamente tenersi a settembre, basta che in tale mese si dia inizio alle procedure elettorali. Molti partiti delle forze secolari sono assolutamente d'accordo con il rinvio. Pare dunque che il partito della "Costituzione prima" abbia segnato qualche punto, se si considera anche la promessa del Consiglio Militare di stilare un documento con i principi base della nuova Costituzione e le linee guida per la formazione dell'assemblea costituente che dovrà redigerla. In tal modo, si dovrebbe garantire la stesura di una Costituzione che rappresenti tutte le forze del paese e non solo quelle della maggioranza che risulterà dalle prossime elezioni parlamentari. In questa giornata di quiete dal punto di vista degli avvenimenti politici, si muove tuttavia con grande vigore la macchina della diffamazione. Gli islamisti, che ancora non hanno digerito le nuove proteste, sono particolarmente attivi in questo. Secondo il sito ufficiale dei Fratelli Musulmani, infatti, piazza Tahrir pullulerebbe di spie sioniste. Alcune di loro, catturate dagli addetti alla sicurezza, avrebbero persino una stella di David tatuata sul braccio. Ora, io capisco l'isteria di questi giorni dei Fratelli Musulmani che hanno vissuto tempi migliori. Tuttavia, come ha fatto notare un esperto militare, quale spia sionista sarebbe mai così stupida da farsi tatuare una stella di David sul braccio? Non c'è dubbio che l'Egitto, in questo momento, sia affollato di informatori di ogni nazionalità, ma si conceda loro almeno una certa professionalità. Alcuni giornali, invece, hanno reso noto il verbale dell'interrogatorio a Mubarak nell'ambito del processo per l'uccisione dei manifestanti (che dovrebbe tenersi il prossimo 3 agosto). L'anziano presidente deposto si è ovviamente dichiarato completamente innocente. Poi ha affermato che se anche avesse dato l'ordine di non far del male ai manifestanti, nessuno l'avrebbe ascoltato. A sentir lui, era un povero semplice fantoccio che stentava ad affermare la sua volontà. Ma nonostante tutto, la vita a piazza Tahrir procede tranquilla. Ora ci sono anche la rete wireless e la lavanderia a secco. Ogni giorno si aggiunge un tassello a questa comunità variegata. Troppo variegata per qualcuno. Alcuni manifestanti, infatti, non amano che le proteste di piazza Tahrir si trasformino in un "carnevale", con un eccesso di musica e spettacoli dal sapore un po' troppo hippie. Pertanto, le discussioni continuano senza sosta. E se volete avere un assaggio della vita in piazza Tahrir, qui troverete un video pubblicato oggi dal giornale al-Ahram.