Il sorriso di Habib el Adly e qualche segno positivo
Radio Beckwith evangelica

In attesa che il processo di Mubarak riprenda il prossimo 15 agosto, si è tenuta ieri un’altra sessione di quello dell’ex ministro degli interni Habib el Adly e dei suoi aiutanti, imputati della morte di centinaia manifestanti. Sostanzialmente, la nuova sessione è servita a presentare al giudice e alla difesa le prove dell’accusa: documenti, nastri, video, indumenti insanguinati, armi, munizioni di vario tipo, ecc. Dopodiché, il processo è stato aggiornato al 14 agosto – un giorno prima di quello di Muabarak – per consentire alla difesa di esaminare le prove. Ciò che ha irritato di più del processo di ieri, riportato da molti giornali, è stato il sorriso stampato sulla faccia di Habib el Adly, che ha fatto domandare a tanti il perché di tanta fiducia e ostentazione di sicurezza. Speriamo si tratti soltanto dell’indomita arroganza dell’ex primo ministro che ha terrorizzato il paese per anni e non, invece, di un segnale che il processo in questione non porterà a nulla. 
Ma a parte i processi di personaggi eccellenti, negli ultimi due giorni si sono registrate due notizie positive. La prima è lo scioglimento della Federazione dei Sindacati Egiziani che era parte delle richieste della rivoluzione. La Federazione, piuttosto che difendere i diritti dei lavoratori, era uno strumento di controllo del governo, dunque il suo scioglimento era lungamente atteso. La seconda notizia è stata quella della scarcerazione, da parte delle forze armate, di 115 arrestati durante l’ultimo sgombero di piazza Tahrir. I manifestanti scarcerati non saranno sottoposti ai tribunali militari, grazie a quello che pare un gesto conciliante, da parte del Consiglio Militare, nei confronti dei giovani della rivoluzione.

Tuttavia, la tensione tra giovani e militari non si allenta, soprattutto dopo la morte di un altro ragazzo di 23 anni, Mohamed Mohsen, colpito da una pietra il 23 luglio, in occasione degli scontri di Abbasiya, durante la marcia verso il ministero della difesa. Oggi si sono tenuti i funerali del ragazzo ad Aswan, in concomitanza del quale, a piazza Tahrir, si è tenuto un “funerale-manifestazione” di solidarietà e protesta.

Il primo ministro Sharaf, invece, ha annunciato la sostituzione di 11 governatori, tra cui quello di Qena, che aveva scatenato violente proteste in aprile. Le nuove nomine, tuttavia, hanno lasciato ancora una volta perplessi. I designati sono quasi tutti militari e tra loro non c’è nemmeno un copto (non parliamo di donne, poi).

Per quanto riguarda l’attentato di Arish di venerdì scorso, con l’attacco di uomini armati a una stazione di polizia, si pensa che i responsabili siano dei palestinesi del Jaysh al-Islami. A breve è prevista una vasta operazione per arrestare i colpevoli, dei quali – affermano i servizi di sicurezza – si conoscono già i nomi.

Per finire, domani si terranno le prime elezioni pubbliche dell’Ufficio della Guida dei Fratelli Musulmani, per sostituire i tre membri che hanno dato le dimissioni dopo aver assunto la direzione del partito Libertà e Giustizia. Inoltre, si terrà anche il primo iftar (rottura del digiuno) pubblico annuale, al quale sono stati invitati il feldmaresciallo Tantawi, il primo ministro Essam Sharaf, il ministro degli interni Mansour el Essawi e persino Papa Shenouda. La Fratellanza celebra pubblicamente una nuova era all’insegna della legalità.

In attesa che il processo di Mubarak riprenda il prossimo 15 agosto, si è tenuta ieri un'altra sessione di quello dell'ex ministro degli interni Habib el Adly e dei suoi aiutanti, imputati della morte di centinaia manifestanti. Sostanzialmente, la nuova sessione è servita a presentare al giudice e alla difesa le prove dell'accusa: documenti, nastri, video, indumenti insanguinati, armi, munizioni di vario tipo, ecc. Dopodiché, il processo è stato aggiornato al 14 agosto - un giorno prima di quello di Muabarak - per consentire alla difesa di esaminare le prove. Ciò che ha irritato di più del processo di ieri, riportato da molti giornali, è stato il sorriso stampato sulla faccia di Habib el Adly, che ha fatto domandare a tanti il perché di tanta fiducia e ostentazione di sicurezza. Speriamo si tratti soltanto dell'indomita arroganza dell'ex primo ministro che ha terrorizzato il paese per anni e non, invece, di un segnale che il processo in questione non porterà a nulla.  Ma a parte i processi di personaggi eccellenti, negli ultimi due giorni si sono registrate due notizie positive. La prima è lo scioglimento della Federazione dei Sindacati Egiziani che era parte delle richieste della rivoluzione. La Federazione, piuttosto che difendere i diritti dei lavoratori, era uno strumento di controllo del governo, dunque il suo scioglimento era lungamente atteso. La seconda notizia è stata quella della scarcerazione, da parte delle forze armate, di 115 arrestati durante l'ultimo sgombero di piazza Tahrir. I manifestanti scarcerati non saranno sottoposti ai tribunali militari, grazie a quello che pare un gesto conciliante, da parte del Consiglio Militare, nei confronti dei giovani della rivoluzione. Tuttavia, la tensione tra giovani e militari non si allenta, soprattutto dopo la morte di un altro ragazzo di 23 anni, Mohamed Mohsen, colpito da una pietra il 23 luglio, in occasione degli scontri di Abbasiya, durante la marcia verso il ministero della difesa. Oggi si sono tenuti i funerali del ragazzo ad Aswan, in concomitanza del quale, a piazza Tahrir, si è tenuto un "funerale-manifestazione" di solidarietà e protesta. Il primo ministro Sharaf, invece, ha annunciato la sostituzione di 11 governatori, tra cui quello di Qena, che aveva scatenato violente proteste in aprile. Le nuove nomine, tuttavia, hanno lasciato ancora una volta perplessi. I designati sono quasi tutti militari e tra loro non c'è nemmeno un copto (non parliamo di donne, poi). Per quanto riguarda l'attentato di Arish di venerdì scorso, con l'attacco di uomini armati a una stazione di polizia, si pensa che i responsabili siano dei palestinesi del Jaysh al-Islami. A breve è prevista una vasta operazione per arrestare i colpevoli, dei quali - affermano i servizi di sicurezza - si conoscono già i nomi. Per finire, domani si terranno le prime elezioni pubbliche dell'Ufficio della Guida dei Fratelli Musulmani, per sostituire i tre membri che hanno dato le dimissioni dopo aver assunto la direzione del partito Libertà e Giustizia. Inoltre, si terrà anche il primo iftar (rottura del digiuno) pubblico annuale, al quale sono stati invitati il feldmaresciallo Tantawi, il primo ministro Essam Sharaf, il ministro degli interni Mansour el Essawi e persino Papa Shenouda. La Fratellanza celebra pubblicamente una nuova era all'insegna della legalità.