Prove di elezioni in mezzo a un non tanto terribile silenzio
Radio Beckwith evangelica

Non ha avuto il successo sperato il “venerdì del terribile silenzio”, in programma per oggi. Anzi, la partecipazione è stata davvero imbarazzante, attorno al migliaio o poco più. C’era più gente al funerale del primogenito di Nasser, deceduto ieri, al quale ha partecipato anche il feldmaresciallo Tantawi. Dunque, niente di significativo, oggi, dal fronte delle piazze.

Più interessante il fronte processi e quello politico. Ieri è giunta la condanna a dieci anni di prigione di Ahmed Ezz, magnate dell’acciaio, quella a quindici anni dell’ex Ministro del Commercio (in absentia, purtroppo) e quella a dieci anni del direttore dell’Authority per lo Sviluppo Industriale. La condanna è per corruzione, ovviamente. Mubarak, invece, durante il proprio processo, ha commentato, per la prima volta, le accuse rivolte contro di lui. Ha detto che non avrebbe potuto ordinare di sparare sui manifestanti, perché la Costituzione non dà tale potere al Presidente. Mah…

In ambito politico, si avvicinano – non si quanto velocemente – le elzioni parlamentari. In attesa di queste ultime, tuttavia, vi sono altre elezioni che attirano l’attenzione, non meno importanti, se si considera il fatto che potrebbero costituire una buona cartina di tornasole per i risultati di quelle parlamentari. Si tratta delle elezioni sindacali. Ieri, i Fratelli Musulmani hanno annunciato una schiacciante vittoria in quelle del sindacato degli insegnanti, anche se alcuni hanno contestato questa pretesa. La Fratellanza avrebbe infatti presentato candidati solo per il 40% dei posti e di questi ne avrebbe vinti 20%. I Fratelli avevano già ottenuto una vittoria a giugno, nelle elezioni del sindacato dei farmacisti. Per quanto riguarda, invece, le elezioni della commissione didattica dell’Università di Ayn Shams, i Fratelli Musulmani avrebbero conquistato solo un posto su 14, contro 10 ottenuti dalla corrente che sostiene l’indipendenza delle università. A ottobre, ci saranno le elezioni sindacali degli avvocati che saranno un test ulteriore.

E i salafiti, che oggi hanno anche organizzato una piccola marcia di centinaia di persone contro le leggi di emergenza, fondano il quarto partito: al-Islah. E’ un partito di giovani che, distinguendosi dagli altri, dice di fare riferimento ad al-Azhar.

La chiesa copta, invece, assiste a una piccola fuoriuscita di fedeli. Sono i membri del movimento chiamato “Il diritto di vivere”, che chiedono di poter divorziare e risposarsi mediante matrimonio civile (che non c’è, per ora, in Egitto). Papa Shenouda, alle loro proteste, aveva risposto dicendo che potevano sposarsi al di fuori della chiesa. Ma se il diritto familiare che regola matrimonio e divorzio dipende dalla religione e non c’è una legge civile, come fanno? La soluzione è la conversione all’islam, soluzione ingiusta per chi vuole preservare la propria fede. Comunque, i membri di questo movimento hanno deciso di abbandonare la chiesa-ortodossa restando cristiani. Non ho ben capito come risolveranno la questione del divorzio, tuttavia. Probabilmente, lasciando la chiesa, potranno fare appello alla sharia, che si applica in tutti i casi “ibridi”.

Nel frattempo, continua la crisi tra Tel Aviv e il Cairo. Il Primo Ministro Sharaf ha detto ieri che il trattato di Camp David non è un testo sacro e che, se le parti in causa lo riterranno opportuno per la pace, si può modificare. Tel Aviv non l’ha presa bene e ha convocato l’ambasciatore egiziano per informarlo che Camp David non è in discussione.

Non ha avuto il successo sperato il "venerdì del terribile silenzio", in programma per oggi. Anzi, la partecipazione è stata davvero imbarazzante, attorno al migliaio o poco più. C'era più gente al funerale del primogenito di Nasser, deceduto ieri, al quale ha partecipato anche il feldmaresciallo Tantawi. Dunque, niente di significativo, oggi, dal fronte delle piazze. Più interessante il fronte processi e quello politico. Ieri è giunta la condanna a dieci anni di prigione di Ahmed Ezz, magnate dell'acciaio, quella a quindici anni dell'ex Ministro del Commercio (in absentia, purtroppo) e quella a dieci anni del direttore dell'Authority per lo Sviluppo Industriale. La condanna è per corruzione, ovviamente. Mubarak, invece, durante il proprio processo, ha commentato, per la prima volta, le accuse rivolte contro di lui. Ha detto che non avrebbe potuto ordinare di sparare sui manifestanti, perché la Costituzione non dà tale potere al Presidente. Mah... In ambito politico, si avvicinano - non si quanto velocemente - le elzioni parlamentari. In attesa di queste ultime, tuttavia, vi sono altre elezioni che attirano l'attenzione, non meno importanti, se si considera il fatto che potrebbero costituire una buona cartina di tornasole per i risultati di quelle parlamentari. Si tratta delle elezioni sindacali. Ieri, i Fratelli Musulmani hanno annunciato una schiacciante vittoria in quelle del sindacato degli insegnanti, anche se alcuni hanno contestato questa pretesa. La Fratellanza avrebbe infatti presentato candidati solo per il 40% dei posti e di questi ne avrebbe vinti 20%. I Fratelli avevano già ottenuto una vittoria a giugno, nelle elezioni del sindacato dei farmacisti. Per quanto riguarda, invece, le elezioni della commissione didattica dell'Università di Ayn Shams, i Fratelli Musulmani avrebbero conquistato solo un posto su 14, contro 10 ottenuti dalla corrente che sostiene l'indipendenza delle università. A ottobre, ci saranno le elezioni sindacali degli avvocati che saranno un test ulteriore. E i salafiti, che oggi hanno anche organizzato una piccola marcia di centinaia di persone contro le leggi di emergenza, fondano il quarto partito: al-Islah. E' un partito di giovani che, distinguendosi dagli altri, dice di fare riferimento ad al-Azhar. La chiesa copta, invece, assiste a una piccola fuoriuscita di fedeli. Sono i membri del movimento chiamato "Il diritto di vivere", che chiedono di poter divorziare e risposarsi mediante matrimonio civile (che non c'è, per ora, in Egitto). Papa Shenouda, alle loro proteste, aveva risposto dicendo che potevano sposarsi al di fuori della chiesa. Ma se il diritto familiare che regola matrimonio e divorzio dipende dalla religione e non c'è una legge civile, come fanno? La soluzione è la conversione all'islam, soluzione ingiusta per chi vuole preservare la propria fede. Comunque, i membri di questo movimento hanno deciso di abbandonare la chiesa-ortodossa restando cristiani. Non ho ben capito come risolveranno la questione del divorzio, tuttavia. Probabilmente, lasciando la chiesa, potranno fare appello alla sharia, che si applica in tutti i casi "ibridi". Nel frattempo, continua la crisi tra Tel Aviv e il Cairo. Il Primo Ministro Sharaf ha detto ieri che il trattato di Camp David non è un testo sacro e che, se le parti in causa lo riterranno opportuno per la pace, si può modificare. Tel Aviv non l'ha presa bene e ha convocato l'ambasciatore egiziano per informarlo che Camp David non è in discussione.