A colpi di conferenze stampa
Radio Beckwith evangelica

Alla lunga conferenza stampa di ieri delle forze armate, nella quale queste ultime hanno sostanzialmente affermato la loro piena innocenza rispetto all’uccisione di decine di copti, nella manifestazione di domenica sera, ha fatto seguito oggi quella di attivisti e testimoni, che hanno ribadito, video alla mano, la responsabilità dell’esercito. Come ho detto nell’ultima newsletter, è una battaglia dell’informazione. Purtroppo, però, l’esercito può fare affidamento sulla tv di stato, l’unica veramente capace di raggiungere tutti gli egiziani. E il clima di lutto è ancora palpabile, in Egitto.

Nella vignetta, che ricalca quella famosa in cui Khaled Said tiene per la collottola Mubarak, c’è Mina Danial, una delle vittime del Maspero dall’aspetto di Che Guevara, che tiene per il collo il feldmaresciallo Tantawi.

Tuttavia, diverse forze politiche, tra le quali il partito dei Fratelli Musulmani, Libertà e Giustizia, hanno un po’ alzato la voce nei confronti del Consiglio Militare, chiedendo al più presto il trasferimento di poteri a un governo civile. Tredici partiti, firmando un comunicato congiunto, hanno inoltre avanzato tre richieste: la punizione di tutti i responsabili dei fatti del Maspero, incluso il capo della polizia militare, il governatore di Aswan e il Ministro dell’Informazione; l’epurazione della tv di Stato con l’abolizione del Ministero dell’Informazione; la risposta alle richieste dei copti in termini di facilitazione della costruzione delle chiese, di provvedimenti anti-discriminazione e della punizione dei colpevoli dei passati incidenti settari. Finora, l’unica risposta ufficiale del governo sono state le condoglianze del Primo Ministro Sharaf a papa Shenouda.

E mentre procede la registrazione delle candidature alle parlamentari (con una grande affluenza di ex PND, pare), c’è aria di tempesta tra i giornalisti. Venerdì prossimo avrebbero dovuto tenersi le elezioni del loro sindacato, ma il verdetto di una corte ha fermato il processo. Pare che le elezioni non possano essere indette da un segretario sindacale non eletto, com’è quello attuale. Tuttavia, la decisione di tenere elezioni è stata presa all’unanimità da tutto il consiglio sindacale, dunque infuria la polemica. Il sindacato dei giornalisti, ricordo, è sempre stato uno dei luoghi di maggiore dissenso ai tempi di Mubarak.

Restando su questo tema, lascia perplessi la rielezione del rettore dimissionario dell’Università del Cairo, uomo del vecchio regime. Perché? E’ la nuova Sicurezza di Stato in azione oppure è la libera volontà dei docenti? E preoccupa anche la sparizione del leader dello sciopero dei medici, introvabile da ieri. Si dice che avesse ricevuto varie minacce telefoniche.

Per finire, un ultimo pensiero a Maikel Nabil. Oggi si è deciso che sarà riprocessato martedì prossimo, il 18 ottobre. Tuttavia, nel frattempo non sarà scarcerato, nonostante le sue ormai più che precarie condizioni di salute. Il fratello teme che non ce la farà ad arrivare a martedì. E pensare che Maikel è soltanto colpevole di aver sostenuto che esercito e popolo non sono una mano sola, come ora si rendono conto in tanti…