Seconda vittoria degli islamisti tra nuovi scontri violenti
Radio Beckwith evangelica

Chi credeva che con le elezioni la situazione si sarebbe normalizzata in Egitto, oggi ha dovuto rifare i suoi conti. Nella notte, infatti, mentre proseguiva il caotico spoglio delle schede elettorali, sono ricominciati duri scontri nel centro del Cairo. I nervi erano tesi dal giorno in cui una donna sconosciuta con il niqab aveva distribuito dei panini di carne ai manifestanti asserragliati davanti al palazzo del governo, intossicandone decine e decine.

Le violenze di questa notte sono nate da un episodio apparentemente innocuo. Uno degli ultras che partecipavano al sit-in, durante una partita di calcio, è entrato nei giardini del palazzo del governo per recuperare la palla. Quando la polizia militare l’ha avvistato, lo hanno arrestato, restituendolo ai manifestanti qualche ora dopo, in fin di vita per le torture.

La furia dei manifestanti è subito montata e la risposta bestiale dell’esercito (non delle Forze di Sicurezza Centrale questa volta) non si è fatta attendere. Le tende dei dimostranti sono state bruciate, donne e uomini sono state selvaggiamenti picchiati (la polizia militare si è specialmente accanita contro le donne, per la verità, come mostrano le foto allegate), sono state sparate pallottole di gomma e sono stati usati i taser. Brevemente arrestate (e picchiate) le due sorelle del blogger Alaa Abdel Fattah, una delle quali è una prominente attivista della campagna contro i processi militari ai civili. Stessa sorte è toccata al figlio di Ayman Nour e a una delle ragazze che fu sottoposta ai famosi test di verginità (non so tuttavia se sia stata rilasciata). Questa ragazza, tra l’altro, è nota per la sua determinazione nel chiedere giustizia ai militari per il “test” subito, dunque si può solo immaginare che tipo di vendetta potrebbe subire.

Poi, i militari sono saliti sul tetto e ai piani alti del Parlamento e hanno iniziato a tirare sui manifestanti enormi blocchi di pietra, pezzi di mobili o mobili interi, e qualunque altro oggetto fosse a loro disposizione. Tutto questo accompagnato da continui gesti osceni nei confronti dei manifestanti. A fianco dei soldati c’erano anche degli uomini in borghese. Polizia segreta? Baltagheya? Qualcuno ha persino dubitato che i militari fossero in realtà criminali prezzolati travestiti.

   

Ora siamo arrivati all’uso di pistole cariche di munizioni vere, a centinaia di feriti e naturalmente anche ai morti. Le vittime finora sono tre, si parla anche di uno sheykh di al-Azhar che forse si era recato sul posto nel tentativo di mettere pace, come era già successo in via Muhammad Mahmhoud, qualche settimana fa. Le fazioni in lotta, da entrambe le parti, non sono molto numerose. Solo qualche centinaia, a detta dei testimoni. Tuttavia – ed è ciò che lascia perplessi – nessuno interviene. Della polizia del Ministero degli Interni non c’è traccia. Anzi, il Ministero degli Interni, che giorni fa aveva promesso che mai più si sarebbe usata violenza contro manifestanti pacifici, pare abbia detto di chiedere conto di quanto succede all’esercito. Ma il nuovo premier non dovrebbe avere pieni poteri adesso? Perché allora chiedere conto all’esercito? E comunque neanche il Consiglio Militare sembra sapere che pesci pigliare, obiettivamente. Chi è stato sul teatro di battaglia, come il blogger Issan el-Amrani, afferma che i militari coinvolti (o la polizia segreta, o i baltagheya) non sembrano rispondere a nessun ordine. Sul fronte opposto, invece, cioè tra i manifestanti, c’è solo cieca rabbia e nessuna richiesta. Non è una bella situazione, anche se per ora è limitata alla via Qasr el-Ayni. Si spera tuttavia che non degeneri, come è successo nel caso di via Muhammad Mahmoud.

E in questo scenario, tra mille polemiche, arrivano i primi risultati del secondo turno delle elezioni per l’Assemblea del Popolo. Nessuna sopresa, per ora. I Fratelli Musulmani sembrano confermare la vittoria del primo turno quasi ovunque, seguito dal partito salafita al-Nour e quindi dal Blocco Egiziano. In alcuni casi, come Suez, il partito salafita è in testa, mentre in altri il Blocco Egiziano si piazza secondo dopo i Fratelli Musulmani. Più interessanti le sfide individuali, dove qualche outsider sembra aver strappato la vittoria agli islamisti, almeno fino ai ballottaggi.

Domani si chiariranno i dettagli dei risultati, ma intanto sarà una lunga notte…

Chi credeva che con le elezioni la situazione si sarebbe normalizzata in Egitto, oggi ha dovuto rifare i suoi conti. Nella notte, infatti, mentre proseguiva il caotico spoglio delle schede elettorali, sono ricominciati duri scontri nel centro del Cairo. I nervi erano tesi dal giorno in cui una donna sconosciuta con il niqab aveva distribuito dei panini di carne ai manifestanti asserragliati davanti al palazzo del governo, intossicandone decine e decine. Le violenze di questa notte sono nate da un episodio apparentemente innocuo. Uno degli ultras che partecipavano al sit-in, durante una partita di calcio, è entrato nei giardini del palazzo del governo per recuperare la palla. Quando la polizia militare l'ha avvistato, lo hanno arrestato, restituendolo ai manifestanti qualche ora dopo, in fin di vita per le torture. La furia dei manifestanti è subito montata e la risposta bestiale dell'esercito (non delle Forze di Sicurezza Centrale questa volta) non si è fatta attendere. Le tende dei dimostranti sono state bruciate, donne e uomini sono state selvaggiamenti picchiati (la polizia militare si è specialmente accanita contro le donne, per la verità, come mostrano le foto allegate), sono state sparate pallottole di gomma e sono stati usati i taser. Brevemente arrestate (e picchiate) le due sorelle del blogger Alaa Abdel Fattah, una delle quali è una prominente attivista della campagna contro i processi militari ai civili. Stessa sorte è toccata al figlio di Ayman Nour e a una delle ragazze che fu sottoposta ai famosi test di verginità (non so tuttavia se sia stata rilasciata). Questa ragazza, tra l'altro, è nota per la sua determinazione nel chiedere giustizia ai militari per il "test" subito, dunque si può solo immaginare che tipo di vendetta potrebbe subire. Poi, i militari sono saliti sul tetto e ai piani alti del Parlamento e hanno iniziato a tirare sui manifestanti enormi blocchi di pietra, pezzi di mobili o mobili interi, e qualunque altro oggetto fosse a loro disposizione. Tutto questo accompagnato da continui gesti osceni nei confronti dei manifestanti. A fianco dei soldati c'erano anche degli uomini in borghese. Polizia segreta? Baltagheya? Qualcuno ha persino dubitato che i militari fossero in realtà criminali prezzolati travestiti.     Ora siamo arrivati all'uso di pistole cariche di munizioni vere, a centinaia di feriti e naturalmente anche ai morti. Le vittime finora sono tre, si parla anche di uno sheykh di al-Azhar che forse si era recato sul posto nel tentativo di mettere pace, come era già successo in via Muhammad Mahmhoud, qualche settimana fa. Le fazioni in lotta, da entrambe le parti, non sono molto numerose. Solo qualche centinaia, a detta dei testimoni. Tuttavia - ed è ciò che lascia perplessi - nessuno interviene. Della polizia del Ministero degli Interni non c'è traccia. Anzi, il Ministero degli Interni, che giorni fa aveva promesso che mai più si sarebbe usata violenza contro manifestanti pacifici, pare abbia detto di chiedere conto di quanto succede all'esercito. Ma il nuovo premier non dovrebbe avere pieni poteri adesso? Perché allora chiedere conto all'esercito? E comunque neanche il Consiglio Militare sembra sapere che pesci pigliare, obiettivamente. Chi è stato sul teatro di battaglia, come il blogger Issan el-Amrani, afferma che i militari coinvolti (o la polizia segreta, o i baltagheya) non sembrano rispondere a nessun ordine. Sul fronte opposto, invece, cioè tra i manifestanti, c'è solo cieca rabbia e nessuna richiesta. Non è una bella situazione, anche se per ora è limitata alla via Qasr el-Ayni. Si spera tuttavia che non degeneri, come è successo nel caso di via Muhammad Mahmoud. E in questo scenario, tra mille polemiche, arrivano i primi risultati del secondo turno delle elezioni per l'Assemblea del Popolo. Nessuna sopresa, per ora. I Fratelli Musulmani sembrano confermare la vittoria del primo turno quasi ovunque, seguito dal partito salafita al-Nour e quindi dal Blocco Egiziano. In alcuni casi, come Suez, il partito salafita è in testa, mentre in altri il Blocco Egiziano si piazza secondo dopo i Fratelli Musulmani. Più interessanti le sfide individuali, dove qualche outsider sembra aver strappato la vittoria agli islamisti, almeno fino ai ballottaggi. Domani si chiariranno i dettagli dei risultati, ma intanto sarà una lunga notte...