Prosegue la conta dei voti del terzo turno di elezioni parlamentari, i cui risultati definitivi saranno annunciati sabato. Intanto, si sta anche avvicinando il Natale copto e sul fronte religioso si tentano dei riavvicinamenti. Come ho raccontato in una newsletter precedente, Papa Shenouda ha invitato alla messa di domani sera i principali esponenti sia dell’islam tradizionale, cioè di al-Azhar, sia dell’islam radicale, cioè dei Fratelli Musulmani e dei salafiti.

Per ora, tutti quanti hanno accettato l’invito, anche se la presenza dei salafiti alle celebrazioni del Natale non piace a molti copti. Alcuni giovani musulmani liberali hanno invece deciso di fare gli auguri di Natale a quanti più cristiani possibili, tanto per far dispetto a quei salafiti che hanno dichiarato che ciò non si debba fare. Inoltre, non vedono loro che arrivi qualche festività degli sciiti per poter fare gli auguri anche a loro e dare il colpo di grazia alla sensibilità salafita…

Scherzi a parte, il problema di come trattare con i salafiti, dopo la loro vittoria elettorale, è di primaria importanza per i cristiani. Papa Shenouda ha ricevuto oggi una delegazione di copto-evangelici per discutere della faccenda e accordarsi su una posizione unanime. E’ una buona cosa che i cristiani di diverse denominazioni collaborino tra di loro. Dopo l’incontro, gli evangelici e gli ortodossi hanno dichiarato che innanzitutto rispetteranno la volontà degli elettori.

La nota negativa, sottolineata da molti in questi giorni, è che a distanza di un anno l’indagine sull’attentato alla Chiesa dei Due Santi di Alessandria è totalmente ferma. I presunti colpevoli arrestati inizialmente sono a piede libero e le indagini sono bloccate, nonostante le continue sollecitazioni della chiesa copta.

L’Università di al-Azhar, invece, è ai ferri corti con una nuova pagina Facebook che si propone di assumere le funzioni di una vera e propria polizia morale in stile saudita. La pagina, che prende il nome dal noto “comandamento islamico” che invita alla “promozione della virtù e alla interdizione del vizio”, pare vicina ai salafiti (ancora loro!), anche se il partito al-Nour ha negato qualsiasi collegamento con essa, ma di salafiti ce ne sono tanti. Comunque, la nuova pagina Facebook ha mandato su tutte le furie al-Azhar, che ha ribadito di essere lei l’unica autorità morale in Egitto. La pagina Facebook ha risposto di avere dalla sua parte un grande numero di egiziani, pertanto al-Azhar dovrà farsene una ragione. Molti fedeli musulmani (liberali) chiedono che questa pagina sia chiusa e gli autori arrestati, ma le speranze che ciò accada sono prossime a zero, le autorità sono troppo impegnate ad accanirsi sulle ONG e sugli attivisti per i diritti umani.

Nel frattempo, il processo di Mubarak ha visto conludersi la presentazione del caso contro di lui da parte del Pubblico Ministero, che ha chiesto la pena di morte sia per l’ex dittatore sia per il suo ex Ministro degli Interni, Habib el-Adly. Ci sono opinioni discordi sull’arringa del PM: molti l’hanno ammirata e applaudita, mentre altri l’hanno criticata come puro esercizio retorico che tuttavia non prova nulla. In effetti, il PM ha denunciato di essere stato ostacolato nelle indagini dalla polizia, che non hanno collaborato per nulla. Del resto, gran parte della polizia sembra ancora fedele ad al-Adly, a giudicare da come lo trattano bene quando lo accompagnano al processo, lasciandogli le mani libere, salutandolo e mostrandogli grande rispetto.

Il problema sul quale, invece, si sta concentrando il governo è dove rinvenire i soldi per limitare il debito pubblico. I prestiti promessi dai paesi arabi e da quelli occidentali non sono mai arrivati (qualunque ne sia il motivo, vedi polemica con gli Stati Uniti della quale ho parlato qualche newsletter fa). Dunque ora la situazione è più che critica. In attesa di decidere se ricorrere al FMI si prevedono tagli alla spesa pubblica. Per cominciare si imporrà un tetto massimo ai salari degli statali e il previsto aumento del 10% delle pensioni sarà rimandato. Poi, si tenterà di rianimare il gettito fiscale. Il durissimo 2012 è cominciato.

Prosegue la conta dei voti del terzo turno di elezioni parlamentari, i cui risultati definitivi saranno annunciati sabato. Intanto, si sta anche avvicinando il Natale copto e sul fronte religioso si tentano dei riavvicinamenti. Come ho raccontato in una newsletter precedente, Papa Shenouda ha invitato alla messa di domani sera i principali esponenti sia dell'islam tradizionale, cioè di al-Azhar, sia dell'islam radicale, cioè dei Fratelli Musulmani e dei salafiti. Per ora, tutti quanti hanno accettato l'invito, anche se la presenza dei salafiti alle celebrazioni del Natale non piace a molti copti. Alcuni giovani musulmani liberali hanno invece deciso di fare gli auguri di Natale a quanti più cristiani possibili, tanto per far dispetto a quei salafiti che hanno dichiarato che ciò non si debba fare. Inoltre, non vedono loro che arrivi qualche festività degli sciiti per poter fare gli auguri anche a loro e dare il colpo di grazia alla sensibilità salafita... Scherzi a parte, il problema di come trattare con i salafiti, dopo la loro vittoria elettorale, è di primaria importanza per i cristiani. Papa Shenouda ha ricevuto oggi una delegazione di copto-evangelici per discutere della faccenda e accordarsi su una posizione unanime. E' una buona cosa che i cristiani di diverse denominazioni collaborino tra di loro. Dopo l'incontro, gli evangelici e gli ortodossi hanno dichiarato che innanzitutto rispetteranno la volontà degli elettori. La nota negativa, sottolineata da molti in questi giorni, è che a distanza di un anno l'indagine sull'attentato alla Chiesa dei Due Santi di Alessandria è totalmente ferma. I presunti colpevoli arrestati inizialmente sono a piede libero e le indagini sono bloccate, nonostante le continue sollecitazioni della chiesa copta. L'Università di al-Azhar, invece, è ai ferri corti con una nuova pagina Facebook che si propone di assumere le funzioni di una vera e propria polizia morale in stile saudita. La pagina, che prende il nome dal noto "comandamento islamico" che invita alla "promozione della virtù e alla interdizione del vizio", pare vicina ai salafiti (ancora loro!), anche se il partito al-Nour ha negato qualsiasi collegamento con essa, ma di salafiti ce ne sono tanti. Comunque, la nuova pagina Facebook ha mandato su tutte le furie al-Azhar, che ha ribadito di essere lei l'unica autorità morale in Egitto. La pagina Facebook ha risposto di avere dalla sua parte un grande numero di egiziani, pertanto al-Azhar dovrà farsene una ragione. Molti fedeli musulmani (liberali) chiedono che questa pagina sia chiusa e gli autori arrestati, ma le speranze che ciò accada sono prossime a zero, le autorità sono troppo impegnate ad accanirsi sulle ONG e sugli attivisti per i diritti umani. Nel frattempo, il processo di Mubarak ha visto conludersi la presentazione del caso contro di lui da parte del Pubblico Ministero, che ha chiesto la pena di morte sia per l'ex dittatore sia per il suo ex Ministro degli Interni, Habib el-Adly. Ci sono opinioni discordi sull'arringa del PM: molti l'hanno ammirata e applaudita, mentre altri l'hanno criticata come puro esercizio retorico che tuttavia non prova nulla. In effetti, il PM ha denunciato di essere stato ostacolato nelle indagini dalla polizia, che non hanno collaborato per nulla. Del resto, gran parte della polizia sembra ancora fedele ad al-Adly, a giudicare da come lo trattano bene quando lo accompagnano al processo, lasciandogli le mani libere, salutandolo e mostrandogli grande rispetto. Il problema sul quale, invece, si sta concentrando il governo è dove rinvenire i soldi per limitare il debito pubblico. I prestiti promessi dai paesi arabi e da quelli occidentali non sono mai arrivati (qualunque ne sia il motivo, vedi polemica con gli Stati Uniti della quale ho parlato qualche newsletter fa). Dunque ora la situazione è più che critica. In attesa di decidere se ricorrere al FMI si prevedono tagli alla spesa pubblica. Per cominciare si imporrà un tetto massimo ai salari degli statali e il previsto aumento del 10% delle pensioni sarà rimandato. Poi, si tenterà di rianimare il gettito fiscale. Il durissimo 2012 è cominciato.