In attesa del 25 gennaio, un anno dopo
Radio Beckwith evangelica

Sarà la volta buona? Alla vigilia delle celebrazioni e delle proteste del 25 gennaio, primo anniversario della rivoluzione, il feldmaresciallo Tantawi ha annunciato la revoca delle leggi di emergenza, a partire da domani mattina. Quanto è stata attesa la fine dello stato d’emergenza, servito ad opprimere la popolazione per decenni. La sua revoca è stata tra le prime e più insistenti richieste della rivoluzione.

Il palazzo nella foto è il Ministero degli Esteri, sul quale le finestre illuminate disegnano la scritta: “La rivoluzione di gennaio”

Oggi, allora, è finalmente finito un incubo? Purtroppo così non pare, a sentire i primi commenti. Il punto è che le leggi di emergenza, secondo le parole di Tantawi, resteranno comunque in vigore per i crimini di baltaga e il Consiglio Militare ha varie volte accusato i manifestanti più ostinati, magari anche mal vestiti, di essere appunto dei baltagheya. Sono in molti, pertanto, a ritenere che nulla cambierà, che se l’esercito o le forze di sicurezza vorrano, potranno continuare con gli arresti arbitrari e gli abusi fisici di qualsiasi persona sospetta. Poi, c’è anche chi fa notare che dovrebbe essere il Parlamento a decidere dello stato di emergenza.

A proposito di Parlamento, oggi la Camera Bassa ha proseguito le sue attività con l’elezione delle commissioni parlamentari. Pare che i Fratelli Musulmani e i salafiti abbiano fatto man bassa, tuttavia i deputati “rivoluzionari” si sono fatti sentire in altro modo. Il primo è stato Mostafa al-Naggar, che si è opposto all’invio di un telegramma di ringraziamento al feldmaresciallo Tantawi da parte del Parlamento. Un altro deputo della Rivoluzione Continua si è spinto fino ad affermare che Tantawi dovrebbe essere processato per le violenze sui manifestanti. “La piazza e il Parlamento, una sola mano!” – sostengono i deputati vicini alla rivoluzione. “La piazza è il Parlamento, adesso” – rispondono Fratelli Musulmani e i salafiti (vedi foto). Il confronto tra piazza, Parlamento e Consiglio Militare è cominciato.

E alla vigilia dell’anniversario della rivoluzione, piazza Tahrir è già affollata. I Fratelli Musulmani hanno eretto il solito palco enorme, mentre si fanno gli ultimi preparativi per le marce di domani: ognuna porterà il nome di un martire e tutte confluiranno in piazza Tahrir. Ma proprio questa sera, è anche giunta la notizia che Maikel Nabil è finalmente uscito di prigione, la notizia è sicura. Adesso, tutti stanno aspettando una sua dichiarazione, se non sarà troppo sfinito. Chissà se domani sarà in piazza Tahrir e chissà se ci sarà anche Mohammed el-Baradei, che ha appena ricevuto l’offerta da parte di Nabil al-Araby, il Presidente della Lega Araba, di guidare una missione in Siria.

Tutto è pronto per domani, dunque. Il morale sembra abbastanza alto, ma nessuno fa programmi per giovedì, aspettando gli eventi di domani.

Il numero 25 della vignetta è formato dalla ripetizione della parola silmiya (non violenza).
Sarà la volta buona? Alla vigilia delle celebrazioni e delle proteste del 25 gennaio, primo anniversario della rivoluzione, il feldmaresciallo Tantawi ha annunciato la revoca delle leggi di emergenza, a partire da domani mattina. Quanto è stata attesa la fine dello stato d'emergenza, servito ad opprimere la popolazione per decenni. La sua revoca è stata tra le prime e più insistenti richieste della rivoluzione. [caption id="attachment_1195" align="alignright" width="300"] Il palazzo nella foto è il Ministero degli Esteri, sul quale le finestre illuminate disegnano la scritta: "La rivoluzione di gennaio"[/caption] Oggi, allora, è finalmente finito un incubo? Purtroppo così non pare, a sentire i primi commenti. Il punto è che le leggi di emergenza, secondo le parole di Tantawi, resteranno comunque in vigore per i crimini di baltaga e il Consiglio Militare ha varie volte accusato i manifestanti più ostinati, magari anche mal vestiti, di essere appunto dei baltagheya. Sono in molti, pertanto, a ritenere che nulla cambierà, che se l'esercito o le forze di sicurezza vorrano, potranno continuare con gli arresti arbitrari e gli abusi fisici di qualsiasi persona sospetta. Poi, c'è anche chi fa notare che dovrebbe essere il Parlamento a decidere dello stato di emergenza. A proposito di Parlamento, oggi la Camera Bassa ha proseguito le sue attività con l'elezione delle commissioni parlamentari. Pare che i Fratelli Musulmani e i salafiti abbiano fatto man bassa, tuttavia i deputati "rivoluzionari" si sono fatti sentire in altro modo. Il primo è stato Mostafa al-Naggar, che si è opposto all'invio di un telegramma di ringraziamento al feldmaresciallo Tantawi da parte del Parlamento. Un altro deputo della Rivoluzione Continua si è spinto fino ad affermare che Tantawi dovrebbe essere processato per le violenze sui manifestanti. "La piazza e il Parlamento, una sola mano!" - sostengono i deputati vicini alla rivoluzione. "La piazza è il Parlamento, adesso" - rispondono Fratelli Musulmani e i salafiti (vedi foto). Il confronto tra piazza, Parlamento e Consiglio Militare è cominciato.

E alla vigilia dell'anniversario della rivoluzione, piazza Tahrir è già affollata. I Fratelli Musulmani hanno eretto il solito palco enorme, mentre si fanno gli ultimi preparativi per le marce di domani: ognuna porterà il nome di un martire e tutte confluiranno in piazza Tahrir. Ma proprio questa sera, è anche giunta la notizia che Maikel Nabil è finalmente uscito di prigione, la notizia è sicura. Adesso, tutti stanno aspettando una sua dichiarazione, se non sarà troppo sfinito. Chissà se domani sarà in piazza Tahrir e chissà se ci sarà anche Mohammed el-Baradei, che ha appena ricevuto l'offerta da parte di Nabil al-Araby, il Presidente della Lega Araba, di guidare una missione in Siria.

Tutto è pronto per domani, dunque. Il morale sembra abbastanza alto, ma nessuno fa programmi per giovedì, aspettando gli eventi di domani. [caption id="attachment_1193" align="aligncenter" width="320"] Il numero 25 della vignetta è formato dalla ripetizione della parola silmiya (non violenza).[/caption]