Il Primo Ministro Ganzouri, che fin dalla sua nomina a dicembre non è mai riuscito a entrare nella sede di governo a causa dei sit-in di protesta, ha tenuto oggi il suo primo discorso alla Camera Bassa, accompagnato dal Ministro degli Interni. Ganzouri si è soffermato a lungo a parlare di come il suo governo si sia occupato delle famiglie dei martiri e dei feriti della rivoluzione, con indennizzi e l’offerta di lavori statali. Poi, ha approfondito la questione della crisi economica, attribuendone l’origine a decenni di corruzione e malgoverno, eccetto ovviamente i periodi durante i quali Ganzouri stesso è stato ministro, come è stato fatto notare.

Da destra a sinistra si vedono i “seggi della nuova Camera Bassa”: il primo (la poltrona più bella) è per i Fratelli Musulmani, il secondo (senza braccioli) è per i salafiti, il terzo (senza braccioli e schienale) è per i liberali, mentre l’ultimo (senza neanche il sedile) è per la Coalizione della Rivoluzione.

Comunque sia, quel che oggi ha destato davvero l’attenzione, è stata l’elezione delle varie commissioni parlamentari, 19 in tutto. Molti deputati, liberali e indipendenti, hanno tuttavia boicottato queste elezioni, denunciando il tentativo di Libertà e Giustizia, il partito dei Fratelli Musulmani, di egemonizzare le commissioni. E in effetti, forse anche grazie a questo boicottaggio, la Fratellanza si è aggiudicata la presidenza di ben dieci commissioni: sicurezza nazionale, legge e Costituzione, affari esteri, sanità, affari religiosi, trasporti, lavoro, gioventù, pianificazione e bilancio, amministrazione locale.

Anche i salafiti si sono aggiudicati qualche comissione importante, cosa che ha fatto scorrere qualche brivido lungo la schiena: educazione e ricerca scientifica (ahimé), economia (mah!), agricoltura e “valori” (qualunque cosa ciò voglia dire). Tra le restanti commissioni, a guidare quella per gli affari arabi ci sarà un nasseriano del partito al-Karama, mentre la direzione della commissione cultura e mass media andrà a un esponente del partito di centro, al-Hadara. Quella per i diritti umani, invece, sarà presieduta da un rappresentante di Riforma e Sviluppo, uno dei germogli del Partito Nazional Democratico. Inutile dire che quelle poche donne che sono riuscite a entrare in Parlamento sono rimaste fuori delle commissioni.

Oggi, però, è anche stato il “martedì della determinazione”, un’altra giornata di forti proteste. Specialmente al Cairo, si sono tenuti diversi cortei, tra i quali anche uno di donne (non lo ricordo sempre, ma ormai, ogni volta che si svolge una manifestazione, le donne organizzano un corteo tutto loro). I cortei sono quindi confluiti davanti al Parlamento riunito, ma giunti sul posto hanno trovato un cordone di giovani Fratelli Musulmani che impediva loro di avanzare. “Esercito e popolo, una sola mano!” – gridavano questi ultimi. “Il popolo vuole la caduta della Fratellanza Musulmana” – hanno risposto i primi, accusando gli altri di aver venduto la rivoluzione per i propri interessi. Come già successo pochi giorni fa, tra i due gruppi ci sono stati battibecchi e scaramucce, che potevano finire molto male, ma poi per fortuna i dimostranti sono tornati in piazza Tahrir e i giovani Fratelli Musulmani sono andati per la loro strada. E tutto questo sotto gli occhi delle Forze di Sicurezza Centrale e dell’esercito, che si gustavano la scena.

 

I giovani manifestanti, tuttavia, oggi si sono infuriati ancora di più di quanto già non fossero nei confronti dei Fratelli Musulmani, vedendo che questi stanno addirittura rispolverando le vecchie  “milizie” per sostituirsi alle Forze di Sicurezza Centrale. Quale diritto hanno mai, del resto, di impedire ad altri egiziani, pacifici manifestanti, di giungere sotto le porte del Parlamento? E’ diventato forse di loro proprietà da quando hanno vinto le elezioni? Il Parlamento è sempre più islamista e la piazza è sempre più laica, mentre il Consiglio Militare… beh, è sempre militare e ha fatto sapere che la fase di transizione non sarà affatto accorciata. Almeno questa è l’ultima voce che gira.

Intanto, nel 2010-2011, il tasso di povertà in Egitto è salito al 25,2 %, un quarto della popolazione.

Il Primo Ministro Ganzouri, che fin dalla sua nomina a dicembre non è mai riuscito a entrare nella sede di governo a causa dei sit-in di protesta, ha tenuto oggi il suo primo discorso alla Camera Bassa, accompagnato dal Ministro degli Interni. Ganzouri si è soffermato a lungo a parlare di come il suo governo si sia occupato delle famiglie dei martiri e dei feriti della rivoluzione, con indennizzi e l'offerta di lavori statali. Poi, ha approfondito la questione della crisi economica, attribuendone l'origine a decenni di corruzione e malgoverno, eccetto ovviamente i periodi durante i quali Ganzouri stesso è stato ministro, come è stato fatto notare. [caption id="attachment_1219" align="alignright" width="320"] Da destra a sinistra si vedono i "seggi della nuova Camera Bassa": il primo (la poltrona più bella) è per i Fratelli Musulmani, il secondo (senza braccioli) è per i salafiti, il terzo (senza braccioli e schienale) è per i liberali, mentre l'ultimo (senza neanche il sedile) è per la Coalizione della Rivoluzione.[/caption] Comunque sia, quel che oggi ha destato davvero l'attenzione, è stata l'elezione delle varie commissioni parlamentari, 19 in tutto. Molti deputati, liberali e indipendenti, hanno tuttavia boicottato queste elezioni, denunciando il tentativo di Libertà e Giustizia, il partito dei Fratelli Musulmani, di egemonizzare le commissioni. E in effetti, forse anche grazie a questo boicottaggio, la Fratellanza si è aggiudicata la presidenza di ben dieci commissioni: sicurezza nazionale, legge e Costituzione, affari esteri, sanità, affari religiosi, trasporti, lavoro, gioventù, pianificazione e bilancio, amministrazione locale. Anche i salafiti si sono aggiudicati qualche comissione importante, cosa che ha fatto scorrere qualche brivido lungo la schiena: educazione e ricerca scientifica (ahimé), economia (mah!), agricoltura e "valori" (qualunque cosa ciò voglia dire). Tra le restanti commissioni, a guidare quella per gli affari arabi ci sarà un nasseriano del partito al-Karama, mentre la direzione della commissione cultura e mass media andrà a un esponente del partito di centro, al-Hadara. Quella per i diritti umani, invece, sarà presieduta da un rappresentante di Riforma e Sviluppo, uno dei germogli del Partito Nazional Democratico. Inutile dire che quelle poche donne che sono riuscite a entrare in Parlamento sono rimaste fuori delle commissioni. Oggi, però, è anche stato il "martedì della determinazione", un'altra giornata di forti proteste. Specialmente al Cairo, si sono tenuti diversi cortei, tra i quali anche uno di donne (non lo ricordo sempre, ma ormai, ogni volta che si svolge una manifestazione, le donne organizzano un corteo tutto loro). I cortei sono quindi confluiti davanti al Parlamento riunito, ma giunti sul posto hanno trovato un cordone di giovani Fratelli Musulmani che impediva loro di avanzare. "Esercito e popolo, una sola mano!" - gridavano questi ultimi. "Il popolo vuole la caduta della Fratellanza Musulmana" - hanno risposto i primi, accusando gli altri di aver venduto la rivoluzione per i propri interessi. Come già successo pochi giorni fa, tra i due gruppi ci sono stati battibecchi e scaramucce, che potevano finire molto male, ma poi per fortuna i dimostranti sono tornati in piazza Tahrir e i giovani Fratelli Musulmani sono andati per la loro strada. E tutto questo sotto gli occhi delle Forze di Sicurezza Centrale e dell'esercito, che si gustavano la scena.  

I giovani manifestanti, tuttavia, oggi si sono infuriati ancora di più di quanto già non fossero nei confronti dei Fratelli Musulmani, vedendo che questi stanno addirittura rispolverando le vecchie  "milizie" per sostituirsi alle Forze di Sicurezza Centrale. Quale diritto hanno mai, del resto, di impedire ad altri egiziani, pacifici manifestanti, di giungere sotto le porte del Parlamento? E' diventato forse di loro proprietà da quando hanno vinto le elezioni? Il Parlamento è sempre più islamista e la piazza è sempre più laica, mentre il Consiglio Militare... beh, è sempre militare e ha fatto sapere che la fase di transizione non sarà affatto accorciata. Almeno questa è l'ultima voce che gira. Intanto, nel 2010-2011, il tasso di povertà in Egitto è salito al 25,2 %, un quarto della popolazione.