Tutto è pronto per dare il via allo sciopero generale e alla disubbidienza civile, nel giorno dell’anniversario della caduta di Mubarak. L’azione passa soprattutto nelle mani degli studenti, gli ideatori dell’iniziativa. Chissà, però, se quest’ultimo tentativo di lotta non violenta al regime dei militari avrà successo, visto l’opposizione compatta di islamisti, al-Azhar e chiesa copto-ortodossa. 

La scritta sulla lametta della vignetta dice: “Il cambiamento”.

In attesa di saperlo, tuttavia, anche ieri è stata una giornata di protesta: un altro “venerdì della partenza”, in ricordo di un venerdì omonimo di un anno fa. L’obiettivo di ieri è stato il Ministero della Difesa. Venticinque cortei hanno marciato tutto il giorno, aggirando i numerosi muri costruiti dall’esercito in centro città, per raggiungere l’edificio simbolo del potere dell’esercito, al grido di “Abbasso il governo militare”. Non è stata una milioniya, c’erano “solo” qualche migliaia di persone, ma del resto è oggi la giornata critica. Se non altro, i manifestanti si sono tolti una soddisfazione: proiettare il video della campagna “Bugiardi” (quella che mira a svelare le menzogne dei militari) proprio sulla tana del lupo, diritto in faccia ai soldati di guardia. Tra l’altro, pare che questi soldati siano stati cambiati molto di frequente, all’incirca ogni ora, per evitare che fraternizzassero con i dimostranti.

In previsione di queste nuove manifestazioni, l’esercito si è di nuovo schierato con forza nelle città, con tanto di carri armati. Il Consiglio Militare continua con i suoi comunicati che alludono a complotti planetari contro l’Egitto. Anzi, adesso ha trovato un altro nemico della patria, niente di meno che l’Università Americana. Secondo la pagina Facebook ufficiale del Consiglio Militare, l’AUC starebbe sfruttando un gruppo di studenti e professori per destabilizzare il paese, mirando alla distruzione delle sue istituzioni. Agenti nemici dappertutto, dunque. E quest’ultima uscita non contribuirà di certo a facilitare i rapporti in crisi con gli Stati Uniti, che minacciano di tagliare i cordoni della borsa ai militari (ma lo faranno davvero?).

 

Nel frattempo, si discute molto della formazione di un governo di salvezza nazionale, guidato dai Fratelli Musulmani (o Libertà e Giustizia, ma ormai nessuno si cura più di fare alcuna distinzione tra le due entità, se mai ce n’è stata una). Potrebbe essere guidato da Khairat al-Shater e anche papa Shenouda sarebbe d’accordo, a patto di nominare quattro ministri copti (bella ingerenza nella politica, tra l’altro).

Ma ora è il momento di seguire che cosa succederà oggi…

Tutto è pronto per dare il via allo sciopero generale e alla disubbidienza civile, nel giorno dell'anniversario della caduta di Mubarak. L'azione passa soprattutto nelle mani degli studenti, gli ideatori dell'iniziativa. Chissà, però, se quest'ultimo tentativo di lotta non violenta al regime dei militari avrà successo, visto l'opposizione compatta di islamisti, al-Azhar e chiesa copto-ortodossa.  [caption id="attachment_1265" align="alignright" width="300"] La scritta sulla lametta della vignetta dice: "Il cambiamento".[/caption] In attesa di saperlo, tuttavia, anche ieri è stata una giornata di protesta: un altro "venerdì della partenza", in ricordo di un venerdì omonimo di un anno fa. L'obiettivo di ieri è stato il Ministero della Difesa. Venticinque cortei hanno marciato tutto il giorno, aggirando i numerosi muri costruiti dall'esercito in centro città, per raggiungere l'edificio simbolo del potere dell'esercito, al grido di "Abbasso il governo militare". Non è stata una milioniya, c'erano "solo" qualche migliaia di persone, ma del resto è oggi la giornata critica. Se non altro, i manifestanti si sono tolti una soddisfazione: proiettare il video della campagna "Bugiardi" (quella che mira a svelare le menzogne dei militari) proprio sulla tana del lupo, diritto in faccia ai soldati di guardia. Tra l'altro, pare che questi soldati siano stati cambiati molto di frequente, all'incirca ogni ora, per evitare che fraternizzassero con i dimostranti. In previsione di queste nuove manifestazioni, l'esercito si è di nuovo schierato con forza nelle città, con tanto di carri armati. Il Consiglio Militare continua con i suoi comunicati che alludono a complotti planetari contro l'Egitto. Anzi, adesso ha trovato un altro nemico della patria, niente di meno che l'Università Americana. Secondo la pagina Facebook ufficiale del Consiglio Militare, l'AUC starebbe sfruttando un gruppo di studenti e professori per destabilizzare il paese, mirando alla distruzione delle sue istituzioni. Agenti nemici dappertutto, dunque. E quest'ultima uscita non contribuirà di certo a facilitare i rapporti in crisi con gli Stati Uniti, che minacciano di tagliare i cordoni della borsa ai militari (ma lo faranno davvero?).   Nel frattempo, si discute molto della formazione di un governo di salvezza nazionale, guidato dai Fratelli Musulmani (o Libertà e Giustizia, ma ormai nessuno si cura più di fare alcuna distinzione tra le due entità, se mai ce n'è stata una). Potrebbe essere guidato da Khairat al-Shater e anche papa Shenouda sarebbe d'accordo, a patto di nominare quattro ministri copti (bella ingerenza nella politica, tra l'altro). Ma ora è il momento di seguire che cosa succederà oggi...