Sono molto lieta di annunciarvi che la newsletter sulla rivoluzione egiziana (contenuta in questo blog) sta per diventare un libro. Sarà edito dalla EMI di Bologna, nella collana Parole non crociate diretta dal Prof. Paolo Naso. Intitolato Cristiani e musulmani, una sola mano. L’Egitto di piazza Tahrir, laboratorio di dialogo e democrazia, sarà disponibile in libreria dalla seconda settimana di marzo.

Il libro raccoglie una vasta selezione delle mie lettere, quasi quotidiane, sulla rivoluzione egiziana, a partire dal mese di gennaio 2011 fino a quello di novembre 2012. È un racconto lungo un anno, caratterizzato dallo stile informale, ma informato, che ha sempre contraddistinto la newsletter, nata un po’ per caso assieme alla rivoluzione egiziana. Il desiderio, allora, era stato quello di dar voce alle aspirazioni dei suoi protagonisti, quando su questa sponda del mare l’informazione era ancora scarsa e spesso distorta. Il libro, dunque, è un diario, scritto sull’onda calda degli avvenimenti, che oltre all’informazione sui fatti coglie anche tutta la complessità e l’umanità di un lungo processo di trasformazione appena incominciato. È un racconto che, fin dall’inizio, non si è mai proposto di attenersi alla (spesso impossibile) obiettività del giornalista o dell’analista politico, bensì all’onestà della narrazione di una vicenda, senz’altro epica, che ha i suoi chiari e scuri, senza tuttavia nascondere l’evidente coinvolgimento dell’autrice. Forse, è proprio grazie a questo “cedimento al lato umano” che molti lettori della newsletter – come mi hanno confessato loro stessi – hanno potuto sentirsi vicini agli egiziani, anche senza conoscerli, appassionandosi alle loro sorti come se fossero le loro.

Se avevo un obiettivo, quando ho iniziato a scrivere la newsletter, in effetti era proprio questo: mostrare la società egiziana in tutta la sua complessità, affinché altri potessero sentirla vicina come la sento io, nel tentativo di sollevare un poco il micidiale peso degli stereotipi che incombono sugli egiziani e su tutti gli arabi in generale. In questo diario troverete persone che lottano per affermare semplici, fondamentali diritti, anche a costo della vita, opponendosi alla brutale violenza della dittatura; persone che sperano, hanno paura, sfidano poteri forti; persone che discutono di Costituzione, politica, economia e religione; persone che litigano, sono ferite o magari imprigionate; persone che scherzano, si organizzano, si arrabbiano, festeggiano, si disperano, analizzano e propongono; in poche parole, persone e basta, che stanno facendo la storia.

Questo diario permette di abbracciare con un solo sguardo le altalenanti vicende dell’insurrezione egiziana, nell’arco di un anno intero, andando oltre i diciotto giorni di proteste che hanno destituito Mubarak e sui quali si concentra la maggior parte dei libri pubblicati finora sull’argomento. In tal modo, sarà possibile “ricucire tutti i fili” della storia, operazione quanto mai necessaria se si vuole capire come si è giunti fino all’oggi.

Il diario, tuttavia, come anticipa il titolo, è “incorniciato” da un capitolo introduttivo, uno conclusivo e una postfazione-testimonianza del Prof. Wael Farouq, tutti focalizzati sul tema delle relazioni inter- e intra-religiose (prima, durante e dopo la rivolta), che costituisce la prospettiva principale del libro. La newsletter ha sempre dato molto spazio a questo tema, ma la scelta di prestargli particolare attenzione è essenzialmente frutto di tre considerazioni: in primo luogo, è stata la stessa rivoluzione egiziana a porre l’accento sulla solidarietà tra musulmani e cristiani ed è importante capire perché; in secondo luogo, questo tema è per lo più trascurato dalle numerose pubblicazioni sull’argomento, con l’eccezione della complessa questione degli islamisti, che da sola, però, non è in grado di restituire un quadro fedele della situazione religiosa nel paese; in terzo luogo, la prospettiva inter-religiosa riflette pienamente quella che è stata (ed è ancora) la mia esperienza personale in Egitto, pertanto la scelta è stata del tutto naturale.

Infine, il libro è provvisto anche di un’utile cronologia, aggiornata al mese di gennaio 2012, che consente di ripercorrere velocemente tutti gli avvenimenti salienti della rivoluzione egiziana.

Sono molto lieta di annunciarvi che la newsletter sulla rivoluzione egiziana (contenuta in questo blog) sta per diventare un libro. Sarà edito dalla EMI di Bologna, nella collana Parole non crociate diretta dal Prof. Paolo Naso. Intitolato Cristiani e musulmani, una sola mano. L’Egitto di piazza Tahrir, laboratorio di dialogo e democrazia, sarà disponibile in libreria dalla seconda settimana di marzo. Il libro raccoglie una vasta selezione delle mie lettere, quasi quotidiane, sulla rivoluzione egiziana, a partire dal mese di gennaio 2011 fino a quello di novembre 2012. È un racconto lungo un anno, caratterizzato dallo stile informale, ma informato, che ha sempre contraddistinto la newsletter, nata un po’ per caso assieme alla rivoluzione egiziana. Il desiderio, allora, era stato quello di dar voce alle aspirazioni dei suoi protagonisti, quando su questa sponda del mare l’informazione era ancora scarsa e spesso distorta. Il libro, dunque, è un diario, scritto sull’onda calda degli avvenimenti, che oltre all’informazione sui fatti coglie anche tutta la complessità e l’umanità di un lungo processo di trasformazione appena incominciato. È un racconto che, fin dall’inizio, non si è mai proposto di attenersi alla (spesso impossibile) obiettività del giornalista o dell’analista politico, bensì all’onestà della narrazione di una vicenda, senz’altro epica, che ha i suoi chiari e scuri, senza tuttavia nascondere l’evidente coinvolgimento dell’autrice. Forse, è proprio grazie a questo “cedimento al lato umano” che molti lettori della newsletter - come mi hanno confessato loro stessi - hanno potuto sentirsi vicini agli egiziani, anche senza conoscerli, appassionandosi alle loro sorti come se fossero le loro. Se avevo un obiettivo, quando ho iniziato a scrivere la newsletter, in effetti era proprio questo: mostrare la società egiziana in tutta la sua complessità, affinché altri potessero sentirla vicina come la sento io, nel tentativo di sollevare un poco il micidiale peso degli stereotipi che incombono sugli egiziani e su tutti gli arabi in generale. In questo diario troverete persone che lottano per affermare semplici, fondamentali diritti, anche a costo della vita, opponendosi alla brutale violenza della dittatura; persone che sperano, hanno paura, sfidano poteri forti; persone che discutono di Costituzione, politica, economia e religione; persone che litigano, sono ferite o magari imprigionate; persone che scherzano, si organizzano, si arrabbiano, festeggiano, si disperano, analizzano e propongono; in poche parole, persone e basta, che stanno facendo la storia. Questo diario permette di abbracciare con un solo sguardo le altalenanti vicende dell’insurrezione egiziana, nell’arco di un anno intero, andando oltre i diciotto giorni di proteste che hanno destituito Mubarak e sui quali si concentra la maggior parte dei libri pubblicati finora sull’argomento. In tal modo, sarà possibile “ricucire tutti i fili” della storia, operazione quanto mai necessaria se si vuole capire come si è giunti fino all’oggi. Il diario, tuttavia, come anticipa il titolo, è “incorniciato” da un capitolo introduttivo, uno conclusivo e una postfazione-testimonianza del Prof. Wael Farouq, tutti focalizzati sul tema delle relazioni inter- e intra-religiose (prima, durante e dopo la rivolta), che costituisce la prospettiva principale del libro. La newsletter ha sempre dato molto spazio a questo tema, ma la scelta di prestargli particolare attenzione è essenzialmente frutto di tre considerazioni: in primo luogo, è stata la stessa rivoluzione egiziana a porre l’accento sulla solidarietà tra musulmani e cristiani ed è importante capire perché; in secondo luogo, questo tema è per lo più trascurato dalle numerose pubblicazioni sull’argomento, con l’eccezione della complessa questione degli islamisti, che da sola, però, non è in grado di restituire un quadro fedele della situazione religiosa nel paese; in terzo luogo, la prospettiva inter-religiosa riflette pienamente quella che è stata (ed è ancora) la mia esperienza personale in Egitto, pertanto la scelta è stata del tutto naturale. Infine, il libro è provvisto anche di un’utile cronologia, aggiornata al mese di gennaio 2012, che consente di ripercorrere velocemente tutti gli avvenimenti salienti della rivoluzione egiziana.