Innocente, naturalmente
Radio Beckwith evangelica

Il processo sui cosiddetti “test di verginità” si è concluso questa mattina: l’unico imputato del processo, il medico militare che secondo le testimoni ha effettuato i test, è purtroppo stato assolto. Samira Ibrahim, la ragazza di 25 anni che ha coraggiosamente intentato il processo contro i militari, per aver subito il test un anno fa, alla lettura della sentenza ha gridato “Abbasso il governo militare”, poi è svenuta. Dalla prima fila di spettatori del processo, invece, si è alzato un coro di “Allahu akbar“. E così, per l’ennesima volta, giustizia non è stata fatta. 

Ma cosa ci si poteva aspettare da un tribunale militare che giudica un altro militare? Il giudice si è difeso dicendo che il caso era debole e che lui non ha potuto giudicare altrimenti. Nonostante tutto, però, ci si aspettava un po’ di giustizia, invece adesso si torna persino a mettere in dubbio che i test siano avvenuti. Il Parlamento, naturalmente, non ha avuto nulla da eccepire, impegnato com’è a tentare di far cadere il governo Ganzouri e a mettere le mani sulla Costituente. Le donne, tuttavia, non si arrendono di certo. Tanto per cominciare, hanno già indetto una manifestazione in solidarietà con Samira Ibrahim per il 16 marzo. La lotta per i diritti dell donne, però, sarà di certo lunghissima in questo clima.

 

Il medico militare che è stato assolto

 

Nel frattempo, dopo solo due giorni dall’apertura ufficiale della registrazione delle candidature alle presidenziali, già si riscontra una pioggia di candidati. Sono centinaia, e alcuni di loro ridicoli, come il chirurgo plastico che ha rifatto il naso a quel parlamentare salafita che aveva raccontato di aver subito un’aggressione a sfondo politico. E tra i candidati c’è anche Mohammed Hosni Mubarak… No, non quello originale (ci mancherebbe)… Si tratta del cugino, che porta lo stesso nome. Che dire? Allarghiamo le braccia. Ci sono anche tre candidati copti, con probabilità di essere eletti pari a zero. Tuttavia, come nel caso delle candidate donne, è bene che ci siano anche loro, perché il semplice fatto di candidarsi è utile a rompere gli schemi.

I Fratelli Musulmani sono sempre alla ricerca di un candidato da sostenere (l’idea di appoggiare Mansour Hassan pare tramontare). Uno dei leader, oggi, ha affermato l’esistenza di un accordo con i salafiti, quasi concluso al 90%, per sostenere Hossam el-Gheriani, presidente del CSM e leader della corrente di giudici che lotta per l’indipendenza della magistratura. E’ comunque meglio aspettare una conferma definitiva. Anche la chiesa copto-ortodossa sta esaminando i vari candidati per sceglierne uno da sostenere. In una recente riunione, pare che dodici vescovi su ventidue abbiano espresso il loro favore nei confronti di Abdel Moneim Aboul Fotouh, l’ex leader progressista della Fratellanza Musulmana, sostenuto anche da molti giovani del movimento (che la leadership, tra l’altro, ha nuovamente minacciato di espellere se voteranno per lui). Gli altri vescovi, invece, preferirebbero Amr Moussa. E’ chiaro, comunque, che alla fine i fedeli faranno di testa di loro nel segreto dell’urna, specie i giovani.

 

Samira Ibrahim dopo la sentenza sui test di verginità

 

E almeno sul piano del dialogo inter-religioso, la situazione sembra migliorare ultimamente. In vista del dibattito sulla Costituzione, chiese copte e Fratelli Musulmani intensificano gli incontri. Dopo la visita della Guida Suprema Mohammed Badie a papa Shenouda, ora è in programma un’altra sua visita ufficiale alla comunità copto-evangelica, prevista per martedì prossimo. I Fratelli Musulmani tessono rapporti, sia all’interno del paese sia all’estero. E sempre la comunità evangelica, in particolare quella di Nasr City, ha recentemente organizzato una festa dal titolo “Cristiani e musulmani, una sola mano per amore dell’Egitto”, con la partecipazione di due moschee locali. Tema principale della festa: l’unità nazionale, all’insegna del “Siamo tutti egiziani”. L’insegnamento di piazza Tahrir, dunque, è ancora efficace.

Il processo sui cosiddetti "test di verginità" si è concluso questa mattina: l'unico imputato del processo, il medico militare che secondo le testimoni ha effettuato i test, è purtroppo stato assolto. Samira Ibrahim, la ragazza di 25 anni che ha coraggiosamente intentato il processo contro i militari, per aver subito il test un anno fa, alla lettura della sentenza ha gridato "Abbasso il governo militare", poi è svenuta. Dalla prima fila di spettatori del processo, invece, si è alzato un coro di "Allahu akbar". E così, per l'ennesima volta, giustizia non è stata fatta.  Ma cosa ci si poteva aspettare da un tribunale militare che giudica un altro militare? Il giudice si è difeso dicendo che il caso era debole e che lui non ha potuto giudicare altrimenti. Nonostante tutto, però, ci si aspettava un po' di giustizia, invece adesso si torna persino a mettere in dubbio che i test siano avvenuti. Il Parlamento, naturalmente, non ha avuto nulla da eccepire, impegnato com'è a tentare di far cadere il governo Ganzouri e a mettere le mani sulla Costituente. Le donne, tuttavia, non si arrendono di certo. Tanto per cominciare, hanno già indetto una manifestazione in solidarietà con Samira Ibrahim per il 16 marzo. La lotta per i diritti dell donne, però, sarà di certo lunghissima in questo clima.   [caption id="attachment_1355" align="aligncenter" width="610"] Il medico militare che è stato assolto[/caption]   Nel frattempo, dopo solo due giorni dall'apertura ufficiale della registrazione delle candidature alle presidenziali, già si riscontra una pioggia di candidati. Sono centinaia, e alcuni di loro ridicoli, come il chirurgo plastico che ha rifatto il naso a quel parlamentare salafita che aveva raccontato di aver subito un'aggressione a sfondo politico. E tra i candidati c'è anche Mohammed Hosni Mubarak... No, non quello originale (ci mancherebbe)... Si tratta del cugino, che porta lo stesso nome. Che dire? Allarghiamo le braccia. Ci sono anche tre candidati copti, con probabilità di essere eletti pari a zero. Tuttavia, come nel caso delle candidate donne, è bene che ci siano anche loro, perché il semplice fatto di candidarsi è utile a rompere gli schemi. I Fratelli Musulmani sono sempre alla ricerca di un candidato da sostenere (l'idea di appoggiare Mansour Hassan pare tramontare). Uno dei leader, oggi, ha affermato l'esistenza di un accordo con i salafiti, quasi concluso al 90%, per sostenere Hossam el-Gheriani, presidente del CSM e leader della corrente di giudici che lotta per l'indipendenza della magistratura. E' comunque meglio aspettare una conferma definitiva. Anche la chiesa copto-ortodossa sta esaminando i vari candidati per sceglierne uno da sostenere. In una recente riunione, pare che dodici vescovi su ventidue abbiano espresso il loro favore nei confronti di Abdel Moneim Aboul Fotouh, l'ex leader progressista della Fratellanza Musulmana, sostenuto anche da molti giovani del movimento (che la leadership, tra l'altro, ha nuovamente minacciato di espellere se voteranno per lui). Gli altri vescovi, invece, preferirebbero Amr Moussa. E' chiaro, comunque, che alla fine i fedeli faranno di testa di loro nel segreto dell'urna, specie i giovani.   [caption id="attachment_1354" align="aligncenter" width="599"] Samira Ibrahim dopo la sentenza sui test di verginità[/caption]   E almeno sul piano del dialogo inter-religioso, la situazione sembra migliorare ultimamente. In vista del dibattito sulla Costituzione, chiese copte e Fratelli Musulmani intensificano gli incontri. Dopo la visita della Guida Suprema Mohammed Badie a papa Shenouda, ora è in programma un'altra sua visita ufficiale alla comunità copto-evangelica, prevista per martedì prossimo. I Fratelli Musulmani tessono rapporti, sia all'interno del paese sia all'estero. E sempre la comunità evangelica, in particolare quella di Nasr City, ha recentemente organizzato una festa dal titolo "Cristiani e musulmani, una sola mano per amore dell'Egitto", con la partecipazione di due moschee locali. Tema principale della festa: l'unità nazionale, all'insegna del "Siamo tutti egiziani". L'insegnamento di piazza Tahrir, dunque, è ancora efficace.