Le mani islamiste sulla Costituente
Radio Beckwith evangelica

Il Parlamento ha iniziato a raccogliere, tra i suoi membri, le candidature per l’Assemblea Costituente. Ieri, infatti, le due Camere hanno finalmente votato i criteri per l’elezione dei futuri legislatori: con l’80,6% dei voti è passata la proposta di una Costituente formata al 50% da parlamentari e al restante 50% da esterni, rappresentanti dei sindacati ed esperti costituzionalisti. I Fratelli Musulmani, che inizialmente erano favorevoli a una percentuale di parlamentari pari solo al 40%, hanno infine deciso di votare per l’opzione che è poi stata approvata.
Dunque, i liberali hanno perso di nuovo di fronte alla schiacciante maggioranza islamista (i numeri sono numeri, dopotutto), la quale si aggiudicherà, molto probabilmente, pure il controllo della Costituente. Sì, perché anche il 50% di membri scelti tra i rappresentanti sindacali e delle unioni professionali andrà a pescare, per lo più, nel vasto bacino degli islamisti, avendo questi ultimi vinto gran parte delle elezioni sindacali. Inoltre, non è chiaro chi eleggerà questo 50% di esterni. Il Parlamento a maggioranza islamista? Ma allora non se ne esce…

L’irritazione, tra le forze secolari, è piuttosto alta, così come la preoccupazione. Del resto, dal giorno in cui il Consiglio Militare ha nominato – solo tre giorni dopo la destituzione di Mubarak – una Commissione per gli Emendamenti Costituzionali decisamente sbilanciata su posizione islamiste, che cosa ci si poteva aspettare? Tuttavia, alcuni si chiedono cosa succederà, se la Corte Costituzionale contesterà, come potrebbe presto succedere, la  legittimità dell’elezione di alcuni parlamentari, quegli stessi che eleggeranno la Costituente, o magari gli stessi che saranno eletti nella Costituente. Un bel pasticcio, ma intanto gli islamisti banchettano.

Nel frattempo, prosegue il lutto per la morte di papa Shenouda. Il suo corpo è stato posto sul trono papale, affinché i fedeli possano dargli un ultimo sguardo di addio. Resterà lì fino a martedì, poi si terranno i suoi funerali a Wadi Natrun. Fino a quando non si eleggerà un nuovo papa, sarà Anba Pachomius a fare da reggente. I fedeli copti che sono convenuti alla Cattedrale di Abbaseya per l’ultimo saluto a papa Shenouda sono tantissimi: si parla di centinaia di migliaia, molti di più di quanti si siano mai visti alle manifestazioni, in quest’ultimo anno. Il Consiglio Militare ha ufficialmente accordato tre giorni di vacanza a tutti i copto-ortodossi per poter partecipare al cordoglio, mentre continuano a giungere le condoglianze di illustre personalità, dall’Egitto e dal mondo intero. Persino il partito salafita al-Nour ha offerto le proprie condoglianze, così come Hazem Abu Ismail, candidato salafita alla Presidenza, che ha reso la prima visita della sua vita alla Cattedrale.

I fedeli copti sono ancora preda di sconcerto e smarrimento. Non c’è da stupirsi, perché papa Shenouda ha governato la chiesa copta per circa quarant’anni, un tempo persino più lungo della dittatura di Mubarak. I giovani copti non hanno mai conosciuto altro papa e non ci si ricorda nemmeno più di come se ne elegga uno nuovo. Tra l’altro, a questo proposito è già in corso una polemica, perché c’è chi vuole cancellare il tiro a sorte del nome del nuovo papa da parte del bambino bendato, considerato un atto non democratico.

E a proposito della successione del papa copto, mi par di capire che stiano emergendo due scuole di pensiero in competizione per il posto: una, capeggiata da Anba Bishoi, più radicale e intransigente (per intenderci, pare che Anba Bishoi abbia detto, una volta, che i musulmani sono solo degli ospiti in Egitto) e un’altra, capeggiata dal vescovo della gioventù Anba Moussa, più aperta e dialogante, oltre che più vicina alle nuove generazioni. C’è da sperare che vinca quest’ultima.

Il Parlamento ha iniziato a raccogliere, tra i suoi membri, le candidature per l'Assemblea Costituente. Ieri, infatti, le due Camere hanno finalmente votato i criteri per l'elezione dei futuri legislatori: con l'80,6% dei voti è passata la proposta di una Costituente formata al 50% da parlamentari e al restante 50% da esterni, rappresentanti dei sindacati ed esperti costituzionalisti. I Fratelli Musulmani, che inizialmente erano favorevoli a una percentuale di parlamentari pari solo al 40%, hanno infine deciso di votare per l'opzione che è poi stata approvata. Dunque, i liberali hanno perso di nuovo di fronte alla schiacciante maggioranza islamista (i numeri sono numeri, dopotutto), la quale si aggiudicherà, molto probabilmente, pure il controllo della Costituente. Sì, perché anche il 50% di membri scelti tra i rappresentanti sindacali e delle unioni professionali andrà a pescare, per lo più, nel vasto bacino degli islamisti, avendo questi ultimi vinto gran parte delle elezioni sindacali. Inoltre, non è chiaro chi eleggerà questo 50% di esterni. Il Parlamento a maggioranza islamista? Ma allora non se ne esce... L'irritazione, tra le forze secolari, è piuttosto alta, così come la preoccupazione. Del resto, dal giorno in cui il Consiglio Militare ha nominato - solo tre giorni dopo la destituzione di Mubarak - una Commissione per gli Emendamenti Costituzionali decisamente sbilanciata su posizione islamiste, che cosa ci si poteva aspettare? Tuttavia, alcuni si chiedono cosa succederà, se la Corte Costituzionale contesterà, come potrebbe presto succedere, la  legittimità dell'elezione di alcuni parlamentari, quegli stessi che eleggeranno la Costituente, o magari gli stessi che saranno eletti nella Costituente. Un bel pasticcio, ma intanto gli islamisti banchettano.

Nel frattempo, prosegue il lutto per la morte di papa Shenouda. Il suo corpo è stato posto sul trono papale, affinché i fedeli possano dargli un ultimo sguardo di addio. Resterà lì fino a martedì, poi si terranno i suoi funerali a Wadi Natrun. Fino a quando non si eleggerà un nuovo papa, sarà Anba Pachomius a fare da reggente. I fedeli copti che sono convenuti alla Cattedrale di Abbaseya per l'ultimo saluto a papa Shenouda sono tantissimi: si parla di centinaia di migliaia, molti di più di quanti si siano mai visti alle manifestazioni, in quest'ultimo anno. Il Consiglio Militare ha ufficialmente accordato tre giorni di vacanza a tutti i copto-ortodossi per poter partecipare al cordoglio, mentre continuano a giungere le condoglianze di illustre personalità, dall'Egitto e dal mondo intero. Persino il partito salafita al-Nour ha offerto le proprie condoglianze, così come Hazem Abu Ismail, candidato salafita alla Presidenza, che ha reso la prima visita della sua vita alla Cattedrale. I fedeli copti sono ancora preda di sconcerto e smarrimento. Non c'è da stupirsi, perché papa Shenouda ha governato la chiesa copta per circa quarant'anni, un tempo persino più lungo della dittatura di Mubarak. I giovani copti non hanno mai conosciuto altro papa e non ci si ricorda nemmeno più di come se ne elegga uno nuovo. Tra l'altro, a questo proposito è già in corso una polemica, perché c'è chi vuole cancellare il tiro a sorte del nome del nuovo papa da parte del bambino bendato, considerato un atto non democratico.

E a proposito della successione del papa copto, mi par di capire che stiano emergendo due scuole di pensiero in competizione per il posto: una, capeggiata da Anba Bishoi, più radicale e intransigente (per intenderci, pare che Anba Bishoi abbia detto, una volta, che i musulmani sono solo degli ospiti in Egitto) e un'altra, capeggiata dal vescovo della gioventù Anba Moussa, più aperta e dialogante, oltre che più vicina alle nuove generazioni. C'è da sperare che vinca quest'ultima.