Il boicottaggio della Costituente
Radio Beckwith evangelica

L’Egitto è ancora attraversato da quella che è forse la più grave crisi politica dopo la rivoluzione. L’Assemblea Costituente, appena eletta, ha già subito la defezione pressoché totale delle forze secolari.

Nella vignetta, il militare dice al giovane rivoltoso: “Non aver paura, questa volta non è per te”. Si riferisce all’enorme supposta che tiene in mano, con su scritto “1954”. L’islamista lì vicino trema…

Quasi tutti i membri non islamisti, infatti, hanno infine optato per le dimissioni, indignati per l’opera di monopolizzazione dell’Assemblea portata avanti con successo da Fratelli Musulmani e salafiti. Persino il partito salafita al-Asala – che non ha partecipato alle elezioni, perché non è riuscito a registrarsi in tempo – ha ripudiato la nuova Costituente. Stessa cosa hanno fatto i partiti sufi. Il Club dei Giudici, a sua volta, ha espressamente dichiarato che la nuova Costituente non rispetta alcun principo costituzionale. Tutte queste forze, politiche e non, sono d’accordo nel rifiutare qualsiasi Costituzione la neoeletta assemblea riuscirà a scrivere (c’è chi dice che gli islamisti ce l’abbiano già pronta da un pezzo). I liberali di sinistra hanno inoltre deciso di fondare un Fronte per una Costituzione di tutti gli egiziani.

Ma ha senso insistere su questa Costituente, dalla quale l’Egitto laico è sostanzialmente escluso e che non raggiungerà mai il consenso nazionale di cui dovrebbe godere una Costituzione? Fratelli Musulmani e salafiti dovrebbero porsi seriamente la domanda. Invece, hanno fatto sapere che sostituiranno i membri dimissionari della Costituente con i “riservisti”, anche loro eletti sabato scorso. Chissà che la quota di islamisti non aumenti ulteriormente, in questo modo.

Nel frattempo, si aggrava anche la crisi tra Fratelli Musulmani e Consiglio Militare. Dopo il comunicato al vetriolo di ieri, pubblicato sul sito ufficiale della Fratellanza, i generali se la sono presa. Eccome se se la sono presa. Hanno risposto con un comunicato altrettanto velenoso, letto da un presentatore in Tv. Per cominciare, hanno affermato che le illazioni dei Fratelli Musulmani (anzi, veramente hanno semplicemente parlato di “una forza politica”, senza nemmeno farne il nome), sulla non-trasparenza delle prossime elezioni presidenziali, sono tutte calunnie. Dopodiché, hanno invitato i Fratelli Musulmani a imparare dalle lezioni della storia. Tutti hanno subito pensato al 1954, quando Nasser, dopo aver preso il potere, ha sciolto la Fratellanza dichiarandola illegale e spedendo molti suoi membri in prigione. Inizialmente, i Fratelli Musulmani avevano sostenuto la rivoluzione degli Ufficiali Liberi, ma poi ci ha pensato Nasser a porre fine al loro sogno di governo.


   

Ma i Fratelli Musulmani non sono rimasti zitti e hanno nuovamente ribattuto ai militari sulla loro pagina Facebook, pubblicando alcuni estratti del libro di Mohammed Naguib, il primo presidente dell’Egitto, poi gentilmente spodestato da Nasser. In questi estratti Naguib sosteneva che “i militari dovessero tornare alle proprie caserme” e che “gli egiziani avevano destituito un re solo per ritrovarsene altri tredici (leggi: il Consiglio Militare)”.

Un bello scambio di messaggi cifrati, dunque. Poi dicono che conoscere la storia non serve. E di fronte a tutto questo, i giovani di Tahrir e i liberali rimangono a godersi la scena con un briciolo di soddisfazione. E di risentimento anche, perché i Fratelli Musulmani, adesso, dicono le stesse cose che loro dicevano mesi fa. Ma questa volta, i liberali hanno giurato che non muoveranno un dito in aiuto dei Fratelli Musulmani.

Chissà, forse è per la fine della luna di miele tra militari e islamisti, ma i liberali stanno persino riacquistando l’umorismo, anche se, per la verità, si ride per non piangere e per sdrammatizzare il momento difficile. L’attuale bersaglio dei motteggi dei giovani di Tahrir è Hazem Abu Ismail, candidato salafita ed ex Fratello Musulmano. Pare che Abu Ismail, inspiegabilmente, abbia raccolto un esorbitante numero di firme a sostegno della sua candidatura. Ma forse questo fatto non è così inspiegabile, considerando la quantità colossale di poster elettorali che Abu Ismail ha fatto disseminare ovunque e che provano una vasta disponibilità di risorse finanziarie. Comunque sia, i poster di Abu Ismail sono già una barzelletta. Spuntano dappertutto, tanto che ogni giorno ci si chiede l’un l’altro: “Dove hai trovato, oggi, il poster di Abu Ismail?” Persino la mia timeline di Facebook è stata sommersa da propaganda per il salafita. Evidentemente, uno dei sostenitori di Abu Ismail è riuscito a infilarsi tra i miei amici di Facebook. Peccato per lui, però, che io non voto in Egitto. E allora, i giovani e meno giovani di Tahrir si stanno già sbizzarrendo con la presa in giro. Date un’occhiata alle foto allegate, che sono solo un piccolo campione di quel che circola in rete, e guardate anche questo nuovo blog, dedicato al nostro eroe (si va arricchendo minuto per minuto).

L'Egitto è ancora attraversato da quella che è forse la più grave crisi politica dopo la rivoluzione. L'Assemblea Costituente, appena eletta, ha già subito la defezione pressoché totale delle forze secolari. [caption id="attachment_1438" align="alignright" width="300"] Nella vignetta, il militare dice al giovane rivoltoso: "Non aver paura, questa volta non è per te". Si riferisce all'enorme supposta che tiene in mano, con su scritto "1954". L'islamista lì vicino trema...[/caption] Quasi tutti i membri non islamisti, infatti, hanno infine optato per le dimissioni, indignati per l'opera di monopolizzazione dell'Assemblea portata avanti con successo da Fratelli Musulmani e salafiti. Persino il partito salafita al-Asala - che non ha partecipato alle elezioni, perché non è riuscito a registrarsi in tempo - ha ripudiato la nuova Costituente. Stessa cosa hanno fatto i partiti sufi. Il Club dei Giudici, a sua volta, ha espressamente dichiarato che la nuova Costituente non rispetta alcun principo costituzionale. Tutte queste forze, politiche e non, sono d'accordo nel rifiutare qualsiasi Costituzione la neoeletta assemblea riuscirà a scrivere (c'è chi dice che gli islamisti ce l'abbiano già pronta da un pezzo). I liberali di sinistra hanno inoltre deciso di fondare un Fronte per una Costituzione di tutti gli egiziani. Ma ha senso insistere su questa Costituente, dalla quale l'Egitto laico è sostanzialmente escluso e che non raggiungerà mai il consenso nazionale di cui dovrebbe godere una Costituzione? Fratelli Musulmani e salafiti dovrebbero porsi seriamente la domanda. Invece, hanno fatto sapere che sostituiranno i membri dimissionari della Costituente con i "riservisti", anche loro eletti sabato scorso. Chissà che la quota di islamisti non aumenti ulteriormente, in questo modo. Nel frattempo, si aggrava anche la crisi tra Fratelli Musulmani e Consiglio Militare. Dopo il comunicato al vetriolo di ieri, pubblicato sul sito ufficiale della Fratellanza, i generali se la sono presa. Eccome se se la sono presa. Hanno risposto con un comunicato altrettanto velenoso, letto da un presentatore in Tv. Per cominciare, hanno affermato che le illazioni dei Fratelli Musulmani (anzi, veramente hanno semplicemente parlato di "una forza politica", senza nemmeno farne il nome), sulla non-trasparenza delle prossime elezioni presidenziali, sono tutte calunnie. Dopodiché, hanno invitato i Fratelli Musulmani a imparare dalle lezioni della storia. Tutti hanno subito pensato al 1954, quando Nasser, dopo aver preso il potere, ha sciolto la Fratellanza dichiarandola illegale e spedendo molti suoi membri in prigione. Inizialmente, i Fratelli Musulmani avevano sostenuto la rivoluzione degli Ufficiali Liberi, ma poi ci ha pensato Nasser a porre fine al loro sogno di governo.     Ma i Fratelli Musulmani non sono rimasti zitti e hanno nuovamente ribattuto ai militari sulla loro pagina Facebook, pubblicando alcuni estratti del libro di Mohammed Naguib, il primo presidente dell'Egitto, poi gentilmente spodestato da Nasser. In questi estratti Naguib sosteneva che "i militari dovessero tornare alle proprie caserme" e che "gli egiziani avevano destituito un re solo per ritrovarsene altri tredici (leggi: il Consiglio Militare)". Un bello scambio di messaggi cifrati, dunque. Poi dicono che conoscere la storia non serve. E di fronte a tutto questo, i giovani di Tahrir e i liberali rimangono a godersi la scena con un briciolo di soddisfazione. E di risentimento anche, perché i Fratelli Musulmani, adesso, dicono le stesse cose che loro dicevano mesi fa. Ma questa volta, i liberali hanno giurato che non muoveranno un dito in aiuto dei Fratelli Musulmani. Chissà, forse è per la fine della luna di miele tra militari e islamisti, ma i liberali stanno persino riacquistando l'umorismo, anche se, per la verità, si ride per non piangere e per sdrammatizzare il momento difficile. L'attuale bersaglio dei motteggi dei giovani di Tahrir è Hazem Abu Ismail, candidato salafita ed ex Fratello Musulmano. Pare che Abu Ismail, inspiegabilmente, abbia raccolto un esorbitante numero di firme a sostegno della sua candidatura. Ma forse questo fatto non è così inspiegabile, considerando la quantità colossale di poster elettorali che Abu Ismail ha fatto disseminare ovunque e che provano una vasta disponibilità di risorse finanziarie. Comunque sia, i poster di Abu Ismail sono già una barzelletta. Spuntano dappertutto, tanto che ogni giorno ci si chiede l'un l'altro: "Dove hai trovato, oggi, il poster di Abu Ismail?" Persino la mia timeline di Facebook è stata sommersa da propaganda per il salafita. Evidentemente, uno dei sostenitori di Abu Ismail è riuscito a infilarsi tra i miei amici di Facebook. Peccato per lui, però, che io non voto in Egitto. E allora, i giovani e meno giovani di Tahrir si stanno già sbizzarrendo con la presa in giro. Date un'occhiata alle foto allegate, che sono solo un piccolo campione di quel che circola in rete, e guardate anche questo nuovo blog, dedicato al nostro eroe (si va arricchendo minuto per minuto).