Tanti nulla di fatto
Radio Beckwith evangelica

Ieri è stata la giornata dei nulla di fatto, a quanto pare. La crisi sorta dopo l’elezione della Costituente non ha fatto alcun passo avanti: da un lato, altri rappresentanti delle forze laiche hanno abbandonato l’Assemblea (ad esempio l’Unione dei Lavoratori) e, dall’altro, gli islamisti non sembrano molto disposti a ridiscuterne i criteri di elezione.

Nella vignetta, l’Assemblea Costituente

In effetti, l’atteggiamento degli islamisti è quello di dire ai laici: “Peggio per voi, avete perso un’occasione storica”. Il feldmaresciallo Tantawi ha tentato una mediazione, incontrando i leader di tutte le forze rappresentate in Parlamento ma, come dicevo, nulla di fatto per ora. L’incontro proseguirà domani. Nel frattempo, i secolari che hanno abbandonato la Costituente si sono riuniti ieri per decidere il da farsi, ma le opinioni, tanto per cambiare, sono discordi. Pare che abbiano persino litigato su chi doveva parlare per primo (se hanno perso le elezioni non è solo colpa degli islamisti). Tra loro, comunque, c’è anche qualcuno (ad esempio Sameh Ashour, capo del sindacato dei giornalisti) che chiede l’intervento del Consiglio Militare per dirimere la questione, emanando una Dichiarazione Costituzionale complementare che definisca per bene i criteri di elezione della Costituente, per poi ricominciare tutto daccapo. Dopotutto, l’astenersi dei militari dal definire questi criteri (dovuto anche alla ribellione degli islamisti quando ci hanno provato, nel mese di settembre 2011) è stata la causa principale di questa crisi. Intanto, il Consiglio di Stato sta valutando la costituzionalità della Costituente (sembra un gioco di parole) e il verdetto è previsto per il 10 aprile.

Nemmeno la tensione tra Consiglio Militare e Fratelli Musulmani è diminuita. Questi ultimi insistono sul voto di sfiducia al governo Ganzouri, il quale ha ignorato, per la seconda volta, l’invito a presentarsi in Parlamento. Nel frattempo, il consiglio della Shoura dei Fratelli Musulmani si è riunito ieri per esaminare quale candidato presentare alla Presidenza, ma anche in questo caso è stato un nulla di fatto, il dibattito è stato rimandato. Sembra che la Fratellanza non sia ancora riuscita a superare le divisioni interne tra chi vuol mantenere la parola data, e non presentare alcun candidato, e chi vuole rimangiarsela perché le condizioni sono mutate. E poi ci sono le divisioni sui nomi da candidare: Khairat al-Shater, Mohammed Morsy o Saad el-Katatny? Questi i tre nomi sui quali si è concentrata la discussione.

Nulla di fatto anche per quanto riguarda le dimissioni di Abdel Moezz Ibrahim, il presidente della Corte d’Appello. L’assemblea generale di ieri ha infatti rifiutato la sua destituzione, pertanto bisognerà sopportarlo ancora per un po’.

E mentre è terminato lo sciopero del trasporto pubblico, durato 15 giorni, davanti al Parlamento è iniziato un sit-in degli ultras dell’Ahly, che continuano a chiedere giustizia per i loro compagni massacrati nello stadio di Port Said. La squalifica per tre anni della squadra della città non pare loro suffciente. I Fratelli Musulmani, invece, hanno invitato i propri studenti nelle università a manifestare contro il governo Ganzouri. Poi ci sarà presto il week end e vedremo quali proteste avranno luogo, dopo gli ultimi avvenimenti nel paese.

Ieri è stata la giornata dei nulla di fatto, a quanto pare. La crisi sorta dopo l'elezione della Costituente non ha fatto alcun passo avanti: da un lato, altri rappresentanti delle forze laiche hanno abbandonato l'Assemblea (ad esempio l'Unione dei Lavoratori) e, dall'altro, gli islamisti non sembrano molto disposti a ridiscuterne i criteri di elezione. [caption id="attachment_1446" align="alignright" width="300"] Nella vignetta, l'Assemblea Costituente[/caption] In effetti, l'atteggiamento degli islamisti è quello di dire ai laici: "Peggio per voi, avete perso un'occasione storica". Il feldmaresciallo Tantawi ha tentato una mediazione, incontrando i leader di tutte le forze rappresentate in Parlamento ma, come dicevo, nulla di fatto per ora. L'incontro proseguirà domani. Nel frattempo, i secolari che hanno abbandonato la Costituente si sono riuniti ieri per decidere il da farsi, ma le opinioni, tanto per cambiare, sono discordi. Pare che abbiano persino litigato su chi doveva parlare per primo (se hanno perso le elezioni non è solo colpa degli islamisti). Tra loro, comunque, c'è anche qualcuno (ad esempio Sameh Ashour, capo del sindacato dei giornalisti) che chiede l'intervento del Consiglio Militare per dirimere la questione, emanando una Dichiarazione Costituzionale complementare che definisca per bene i criteri di elezione della Costituente, per poi ricominciare tutto daccapo. Dopotutto, l'astenersi dei militari dal definire questi criteri (dovuto anche alla ribellione degli islamisti quando ci hanno provato, nel mese di settembre 2011) è stata la causa principale di questa crisi. Intanto, il Consiglio di Stato sta valutando la costituzionalità della Costituente (sembra un gioco di parole) e il verdetto è previsto per il 10 aprile. Nemmeno la tensione tra Consiglio Militare e Fratelli Musulmani è diminuita. Questi ultimi insistono sul voto di sfiducia al governo Ganzouri, il quale ha ignorato, per la seconda volta, l'invito a presentarsi in Parlamento. Nel frattempo, il consiglio della Shoura dei Fratelli Musulmani si è riunito ieri per esaminare quale candidato presentare alla Presidenza, ma anche in questo caso è stato un nulla di fatto, il dibattito è stato rimandato. Sembra che la Fratellanza non sia ancora riuscita a superare le divisioni interne tra chi vuol mantenere la parola data, e non presentare alcun candidato, e chi vuole rimangiarsela perché le condizioni sono mutate. E poi ci sono le divisioni sui nomi da candidare: Khairat al-Shater, Mohammed Morsy o Saad el-Katatny? Questi i tre nomi sui quali si è concentrata la discussione. Nulla di fatto anche per quanto riguarda le dimissioni di Abdel Moezz Ibrahim, il presidente della Corte d'Appello. L'assemblea generale di ieri ha infatti rifiutato la sua destituzione, pertanto bisognerà sopportarlo ancora per un po'.

E mentre è terminato lo sciopero del trasporto pubblico, durato 15 giorni, davanti al Parlamento è iniziato un sit-in degli ultras dell'Ahly, che continuano a chiedere giustizia per i loro compagni massacrati nello stadio di Port Said. La squalifica per tre anni della squadra della città non pare loro suffciente. I Fratelli Musulmani, invece, hanno invitato i propri studenti nelle università a manifestare contro il governo Ganzouri. Poi ci sarà presto il week end e vedremo quali proteste avranno luogo, dopo gli ultimi avvenimenti nel paese.