Ieri è stato il giorno della prima riunione della Costituente. Una Costituente con 28 membri in meno del previsto, 25 dei quali hanno rinunciato a far parte dell’assemblea per protesta contro la monopolizzazione islamista (i tre membri restanti, invece, erano assenti per motivi personali).

Questa Costituente mozza, durante la sua prima seduta, si è occupata principalmente dell’elezione del suo presidente. Provate a indovinare chi ha vinto? Saad el-Katatny, il presidente della Camera Bassa, sempre lui. Non solo, è stato eletto con 71 voti su 72. Ma del resto non c’è da stupirsi, visto che la Costituente è ormai formata da Fratelli Musulmani e salafiti. E per ovviare all’evidente anti-democraticità di questa Costituente (a proposito, anche il Wafd e il rappresentante della Corte Costituzionale l’hanno abbandonata), el-Katatny ha lanciato un apposito indirizzo email che i cittadini potranno utilizzare per i propri suggerimenti all’assemblea, e che l’assemblea potrà naturalmente ignorare completamente. Nel frattempo, proprio in questo istante, Tantawi è riunito per la seconda volta con i leader dei partiti, nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi.

In effetti, nell’incontro passato, anche il Consiglio Militare ha cercato di far notare ai Fratelli Musulmani che la Costituzione non può essere scritta da una maggioranza parlamentare (come gli stessi Fratelli Musulmani vanno dicendo da mesi, tra l’altro), ma loro vanno avanti, denunciando la “dittatura della minoranza”. Ci sono segnali, tuttavia, di una possibile distensione tra Fratelli Musulmani e militari. Saad el-Katatny, ad esempio, ha negato di aver mai subito ricatti da parte dei generali, tipo la minaccia di sciogliere il Parlamento. D’altro canto, stanno girando voci che il Consiglio Militare avrebbe proposto un affare ai Fratelli Musulmani: la possibilità di formare un nuovo governo in cambio della rinuncia a candidare un proprio rappresentante alla Presidenza (che i militari, chiaramente, desiderano controllare). Davvero magnifico, non c’è che dire.

A proposito di presidenza, Ayman Nour è stato graziato dal Consiglio Militare, che ha cancellato la condanna subita al tempo di Mubarak, e riconfermata qualche mese fa, cosicché ora potrà liberamente candidarsi. Pare che il Consiglio Militare stia riflettendo su un provvedimento analogo riguardante Khairat al-Shater, il boss della Fratellanza Musulmana in odore di candidatura (sempre che i generali permettano). Khaled Ali, invece, il candidato rivoluzionario, ha guadagnato il supporto del Partito Social Democratico, cosa che gli permetterà di fare a meno delle 30.000 firme necessarie alla candidatura (e che non avrebbe mai ottenuto). Allo stesso modo, il giudice riformista Hisham el-Bastawisi è ora diventato il candidato del partito di sinistra al-Tagammu.

Ma intanto c’è un nuovo mistero: la Commissione Elettorale ha fatto sapere di aver scoperto che la madre di un candidato illustre, del quale non è stato fatto il nome, perché le indagini sono ancora in corso (e un po’ di suspense non guasta), avrebbe una seconda nazionalità straniera, cosa non ammessa tra i requisiti per la candidatura alla Presidenza. Chi sarà mai questo candidato? Chiamato in causa, il salafita Hazem Abu Ismail (purtroppo uno dei probabili vincitori della massima carica dello Stato) ha immediatamente dichiarato di non essere lui il candidato in questione. Peccato. Ora stiamo a vedere cosa succederà.

Ieri è stato il giorno della prima riunione della Costituente. Una Costituente con 28 membri in meno del previsto, 25 dei quali hanno rinunciato a far parte dell'assemblea per protesta contro la monopolizzazione islamista (i tre membri restanti, invece, erano assenti per motivi personali). Questa Costituente mozza, durante la sua prima seduta, si è occupata principalmente dell'elezione del suo presidente. Provate a indovinare chi ha vinto? Saad el-Katatny, il presidente della Camera Bassa, sempre lui. Non solo, è stato eletto con 71 voti su 72. Ma del resto non c'è da stupirsi, visto che la Costituente è ormai formata da Fratelli Musulmani e salafiti. E per ovviare all'evidente anti-democraticità di questa Costituente (a proposito, anche il Wafd e il rappresentante della Corte Costituzionale l'hanno abbandonata), el-Katatny ha lanciato un apposito indirizzo email che i cittadini potranno utilizzare per i propri suggerimenti all'assemblea, e che l'assemblea potrà naturalmente ignorare completamente. Nel frattempo, proprio in questo istante, Tantawi è riunito per la seconda volta con i leader dei partiti, nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi. In effetti, nell'incontro passato, anche il Consiglio Militare ha cercato di far notare ai Fratelli Musulmani che la Costituzione non può essere scritta da una maggioranza parlamentare (come gli stessi Fratelli Musulmani vanno dicendo da mesi, tra l'altro), ma loro vanno avanti, denunciando la "dittatura della minoranza". Ci sono segnali, tuttavia, di una possibile distensione tra Fratelli Musulmani e militari. Saad el-Katatny, ad esempio, ha negato di aver mai subito ricatti da parte dei generali, tipo la minaccia di sciogliere il Parlamento. D'altro canto, stanno girando voci che il Consiglio Militare avrebbe proposto un affare ai Fratelli Musulmani: la possibilità di formare un nuovo governo in cambio della rinuncia a candidare un proprio rappresentante alla Presidenza (che i militari, chiaramente, desiderano controllare). Davvero magnifico, non c'è che dire. A proposito di presidenza, Ayman Nour è stato graziato dal Consiglio Militare, che ha cancellato la condanna subita al tempo di Mubarak, e riconfermata qualche mese fa, cosicché ora potrà liberamente candidarsi. Pare che il Consiglio Militare stia riflettendo su un provvedimento analogo riguardante Khairat al-Shater, il boss della Fratellanza Musulmana in odore di candidatura (sempre che i generali permettano). Khaled Ali, invece, il candidato rivoluzionario, ha guadagnato il supporto del Partito Social Democratico, cosa che gli permetterà di fare a meno delle 30.000 firme necessarie alla candidatura (e che non avrebbe mai ottenuto). Allo stesso modo, il giudice riformista Hisham el-Bastawisi è ora diventato il candidato del partito di sinistra al-Tagammu. Ma intanto c'è un nuovo mistero: la Commissione Elettorale ha fatto sapere di aver scoperto che la madre di un candidato illustre, del quale non è stato fatto il nome, perché le indagini sono ancora in corso (e un po' di suspense non guasta), avrebbe una seconda nazionalità straniera, cosa non ammessa tra i requisiti per la candidatura alla Presidenza. Chi sarà mai questo candidato? Chiamato in causa, il salafita Hazem Abu Ismail (purtroppo uno dei probabili vincitori della massima carica dello Stato) ha immediatamente dichiarato di non essere lui il candidato in questione. Peccato. Ora stiamo a vedere cosa succederà.