Una corsa presi-demenziale
Radio Beckwith evangelica

Breve aggiornamento dall’Egitto. La situazione è sempre incandescente, sia per quanto riguarda l’Assemblea Costituente sia per quanto riguarda la corsa alle presidenziali. Dopo al-Azhar, hanno abbandonato la Costituente anche la chiesa ortodossa, i copto-evangelici e il partito Wafd (spesso alleato con i Fratelli Musulmani).

Nella vignetta si vede un omone, che rappresenta i Fratelli Musulmani, correre verso la poltrona della Presidenza, con in mano la Costituzione e il Parlamento.

Il Consiglio Consultivo, invece, ha reso noto un suo comunicato, nel quale ha chiesto al Consiglio Militare di emanare una dichiarazione costituzionale complementare, per definire i criteri di nomina della Costituente e quindi rifare tutto.

E i Fratelli Musulmani cosa rispondono? Niente, vanno avanti ovviamente. Anzi, si comportano come se avessero già vinto anche le presidenziali. Al Cairo, oggi, è giunta una delegazione del Congresso americano e indovinate chi ha incontrato? Khairat al-Shater, il boss della Fratellanza, ora loro candidato ufficiale alla Presidenza. E le altre forze politiche? Anche se non c’è prova di un accordo tra Usa, militari e islamisti sulla Presidenza, mi sembra comunque evidente che agli americani, adesso, i Fratelli Musulmani vanno benissimo come partner politici (ed economici, probabilmente, visto l’amore condiviso da entrambi per il libero mercato). E i diritti delle minoranze, delle donne, di tutti gli esseri umani che non la pensano come gli islamisti? Pazienza! Ancora una volta e una volta di più. L’importante è la “stabilità” in Medio Oriente e, per ora, i Fratelli Musulmani sembrano garantirla. Inutile dire, però, che questa stabilità durerà poco, se gli islamisti al potere continueranno a comportarsi come negli ultimi tempi. Sempre più persone sono deluse dalla loro mancanza di etica politica.

A proposito di islamisti… Continua anche la polemica sulla nazionalità della madre del candidato salafita Hazem Abu Ismail. Lui nega, dicendo che è la sorella a essere americana, mentre la madre avrebbe solo la green card. La commissione elettorale, tuttavia, dice di avere in mano copia del passaporto americano della madre e in Amercia girano voci che sia proprio così.

Meno male, però, che oggi è entrato in corsa un altro, determinante candidato, che potrebbe ribaltare di nuovo la scena politica: è Saad al-Soghayar, cantantucolo diventato famoso per una canzone dal titolo “Ti amo, somaro”. A parte gli scherzi, i sondaggi danno ancora in testa Amr Moussa, seguito (ahimé) da Abu Ismail e Ahmed Shafiq (doppio ahimé). Poi, si piazzano Omar Suleyman (sempre che si candidi, perché la notizia viene smentita e riconfermata a giorni alterni) e Abdel Moneim Abul Fotouh. Quest’ultimo, dopo il ritiro di el-Baradei, sta radunando attorno a sé il sostegno di molti liberali e copti, nonostante il suo background islamista (progressista). Tuttavia, il sondaggio non tiene conto di Khairat al-Shater.

Breve aggiornamento dall'Egitto. La situazione è sempre incandescente, sia per quanto riguarda l'Assemblea Costituente sia per quanto riguarda la corsa alle presidenziali. Dopo al-Azhar, hanno abbandonato la Costituente anche la chiesa ortodossa, i copto-evangelici e il partito Wafd (spesso alleato con i Fratelli Musulmani). [caption id="" align="alignright" width="378"] Nella vignetta si vede un omone, che rappresenta i Fratelli Musulmani, correre verso la poltrona della Presidenza, con in mano la Costituzione e il Parlamento.[/caption] Il Consiglio Consultivo, invece, ha reso noto un suo comunicato, nel quale ha chiesto al Consiglio Militare di emanare una dichiarazione costituzionale complementare, per definire i criteri di nomina della Costituente e quindi rifare tutto. E i Fratelli Musulmani cosa rispondono? Niente, vanno avanti ovviamente. Anzi, si comportano come se avessero già vinto anche le presidenziali. Al Cairo, oggi, è giunta una delegazione del Congresso americano e indovinate chi ha incontrato? Khairat al-Shater, il boss della Fratellanza, ora loro candidato ufficiale alla Presidenza. E le altre forze politiche? Anche se non c'è prova di un accordo tra Usa, militari e islamisti sulla Presidenza, mi sembra comunque evidente che agli americani, adesso, i Fratelli Musulmani vanno benissimo come partner politici (ed economici, probabilmente, visto l'amore condiviso da entrambi per il libero mercato). E i diritti delle minoranze, delle donne, di tutti gli esseri umani che non la pensano come gli islamisti? Pazienza! Ancora una volta e una volta di più. L'importante è la "stabilità" in Medio Oriente e, per ora, i Fratelli Musulmani sembrano garantirla. Inutile dire, però, che questa stabilità durerà poco, se gli islamisti al potere continueranno a comportarsi come negli ultimi tempi. Sempre più persone sono deluse dalla loro mancanza di etica politica. A proposito di islamisti... Continua anche la polemica sulla nazionalità della madre del candidato salafita Hazem Abu Ismail. Lui nega, dicendo che è la sorella a essere americana, mentre la madre avrebbe solo la green card. La commissione elettorale, tuttavia, dice di avere in mano copia del passaporto americano della madre e in Amercia girano voci che sia proprio così. Meno male, però, che oggi è entrato in corsa un altro, determinante candidato, che potrebbe ribaltare di nuovo la scena politica: è Saad al-Soghayar, cantantucolo diventato famoso per una canzone dal titolo "Ti amo, somaro". A parte gli scherzi, i sondaggi danno ancora in testa Amr Moussa, seguito (ahimé) da Abu Ismail e Ahmed Shafiq (doppio ahimé). Poi, si piazzano Omar Suleyman (sempre che si candidi, perché la notizia viene smentita e riconfermata a giorni alterni) e Abdel Moneim Abul Fotouh. Quest'ultimo, dopo il ritiro di el-Baradei, sta radunando attorno a sé il sostegno di molti liberali e copti, nonostante il suo background islamista (progressista). Tuttavia, il sondaggio non tiene conto di Khairat al-Shater.