Fuori un altro
Radio Beckwith evangelica

Oggi è stata decisa l’esclusione dalla corsa alla Presidenza di un altro candidato illustre: si tratta di Ahmed Shafiq, che è stato l’ex primo ministro di Mubarak durante i giorni della rivolta del 2011 ed anche suo ex ministro dell’aviazione civile. L’esclusione è avvenuta in seguito all’approvazione, ieri sera, da parte del Consiglio Militare, della legge che esclude dalla politica gli esponenti principali dell’ex regime, votata dal Parlamento pochi giorni fa.

La Commissione Elettorale, rapidissima, ha subito applicato la nuova legge a Shafiq, il quale inoltre era appena stato messo sotto inchiesta per corruzione.

Fuori un altro, dunque, e le elezioni non sono nemmeno cominciate. Gli amanti del gioco “indovina qual è il candidato dei militari” adesso puntano tutti il dito su Amr Moussa, il quale in effetti è uno dei favoriti. E’ probabile che anche molti cristiani voteranno per lui, anche se una parte forse sceglierà Abul Fotouh, più vicino alla rivoluzione. Sarà però interessante sapere cosa voteranno i salafiti, adesso che Abu Ismail è stato escluso. Appoggeranno Mohammed Mursy, il candidato dei Fratelli Musulmani? O scglieranno Abul Fotouh? Oppure si divideranno?

Intanto, tuttavia, le acque salafite sono in tempesta. C’è una forte divisione interna sul caso Abu Ismail, tanto che diversi leader del partito al-Nour hanno dato le dimissioni in massa per il mancato appoggio della Dawa Salafita al candidato ormai squalificato. E a proposito dei sostenitori di Abu Ismail: sono ancora in piazza Tahrir a protestare. Ci sono anche le velatissime donne salafite, accompagnate ovviamente da uomini delle loro famiglie, ma intanto, per loro, scendere in piazza a manifestare è già un progresso inaudito. La cosa divertente, però, è vedere i salafiti dall’altra parte della barricata: ora tocca a loro litigare con automobilisti e residenti perché bloccano il traffico e dunque “la ruota della produzione”, come vuole il ritornello anti-rivoluzionario. A quando l’accusa di essere al soldo di potenze straniere? I liberali continuano a ridersela. Farebbe meno ridere, tuttavia, se le forze di sicurezza o l’esercito decidessero di sgomberare il sit-in con la consuetà brutalità. Qualche minaccia è già arrivata. La buona notizia, comunque, è che finora non ci sono state violenze da parte dei salafiti arrabbiati, al contrario di quello che si temeva.

C’è però un’altra notizia incoraggiante che non ha avuto il risalto dovuto. I Fratelli Musulmani, forse in seguito al loro calo di popolarità, hanno perso i posti di comando nelle elezioni studentesche dei due più importanti atenei del Cairo: l’Università di Ayn Shams e l’Università del Cairo. A vincere sono stati degli indipendenti, vicini alla rivoluzione. Forse qualcosa si muove, allora, tra le nuove generazioni e sicuramente gli islamisti stanno attraversando un nuovo momento di crisi.

Oggi è stata decisa l'esclusione dalla corsa alla Presidenza di un altro candidato illustre: si tratta di Ahmed Shafiq, che è stato l'ex primo ministro di Mubarak durante i giorni della rivolta del 2011 ed anche suo ex ministro dell'aviazione civile. L'esclusione è avvenuta in seguito all'approvazione, ieri sera, da parte del Consiglio Militare, della legge che esclude dalla politica gli esponenti principali dell'ex regime, votata dal Parlamento pochi giorni fa. La Commissione Elettorale, rapidissima, ha subito applicato la nuova legge a Shafiq, il quale inoltre era appena stato messo sotto inchiesta per corruzione. Fuori un altro, dunque, e le elezioni non sono nemmeno cominciate. Gli amanti del gioco "indovina qual è il candidato dei militari" adesso puntano tutti il dito su Amr Moussa, il quale in effetti è uno dei favoriti. E' probabile che anche molti cristiani voteranno per lui, anche se una parte forse sceglierà Abul Fotouh, più vicino alla rivoluzione. Sarà però interessante sapere cosa voteranno i salafiti, adesso che Abu Ismail è stato escluso. Appoggeranno Mohammed Mursy, il candidato dei Fratelli Musulmani? O scglieranno Abul Fotouh? Oppure si divideranno? Intanto, tuttavia, le acque salafite sono in tempesta. C'è una forte divisione interna sul caso Abu Ismail, tanto che diversi leader del partito al-Nour hanno dato le dimissioni in massa per il mancato appoggio della Dawa Salafita al candidato ormai squalificato. E a proposito dei sostenitori di Abu Ismail: sono ancora in piazza Tahrir a protestare. Ci sono anche le velatissime donne salafite, accompagnate ovviamente da uomini delle loro famiglie, ma intanto, per loro, scendere in piazza a manifestare è già un progresso inaudito. La cosa divertente, però, è vedere i salafiti dall'altra parte della barricata: ora tocca a loro litigare con automobilisti e residenti perché bloccano il traffico e dunque "la ruota della produzione", come vuole il ritornello anti-rivoluzionario. A quando l'accusa di essere al soldo di potenze straniere? I liberali continuano a ridersela. Farebbe meno ridere, tuttavia, se le forze di sicurezza o l'esercito decidessero di sgomberare il sit-in con la consuetà brutalità. Qualche minaccia è già arrivata. La buona notizia, comunque, è che finora non ci sono state violenze da parte dei salafiti arrabbiati, al contrario di quello che si temeva. C'è però un'altra notizia incoraggiante che non ha avuto il risalto dovuto. I Fratelli Musulmani, forse in seguito al loro calo di popolarità, hanno perso i posti di comando nelle elezioni studentesche dei due più importanti atenei del Cairo: l'Università di Ayn Shams e l'Università del Cairo. A vincere sono stati degli indipendenti, vicini alla rivoluzione. Forse qualcosa si muove, allora, tra le nuove generazioni e sicuramente gli islamisti stanno attraversando un nuovo momento di crisi.