Liberdade/Libertà
Radio Beckwith evangelica

Apos 3 dias em Torino, sao muitas as sensaçoes e experiencias que quero partilhar. Nestes 3 dias fui livre. Apesar de estrangeira numa cidade que nao é a minha, fui Torinese por ter sido acolhida como tal. Fui livre para sorrir porque assim entendi faze-lo, porque me senti feliz e porque a felicidade se expressa no sorriso. Na simplicidade com que sorri, recebi-o de volta.

Na minha liberdade escolhi abraçar quem queria, demonstrando Amor. Porque o abraço transmite o carinho que se sente e é a expressao do corpo para dizer: ‘Gosto de ti’.

Hoje somos livres para fazermos e dizermos aquilo que queremos sem sermos torturados ou punidos. Na historia, nao so italiana como na portuguesa, existiu a repressao. Um sistema de ditadura onde as pessoas nao eram livres para serem aquilo que desejavam. Onde sentiam um medo generalizado e o particular, de morrer, a cada minuto que passava. Onde passaram fome, racionamento de comida mas ainda assim souberam partilhar o pouco que tinham, entre todos. Partilharam um espaço a 14 metros do chao chamado Refugio Anti-aereo, na tentativa de se abrigarem de bombardeios eminentes.

E morreram. Quer fisicamente ou psicologicamente, porque o Fascismo os matou. Hoje em dia aqueles que estao vivos concerteza que tem com eles as memorias de um dia estarem presos e sabem apreciar melhor que nos a liberdade que possuem. O que mais me impressionou é a leviandade com que hoje caminhamos sobre o mesmo chao que um dia foi carregado de dor e de medo. Sem pensarmos que hoje estamos onde estamos graças a estas pessoas, ao seu sofrimento, à sua luta mas, acima de tudo, graças à coragem que resultou na sua libertaçao e no consequente (bom) uso da tao ansiada liberdade.

O que me emociona e ao mesmo tempo me deixa frustrada é pensar que talvez, digo talvez porque nao sei se é um sentimento comum, nao fazemos bom uso desta liberdade que nos foi entregue, de mao beijada. Sem sangue ou lagrimas vertidas, simplesmente porque nascemos numa Era em que podemos ser livres.

E sera que a utilizamos de forma justa ou somente de um modo conveniente? 

Que partilhamos o que é nosso e damos sem esperar em troca? 

Ajudamos sem que nos peçam ajuda porque assim o sentimos? 

Abraçamos mais vezes e sorrimos todos os dias, mesmo para um desconhecido?

Tenho as minhas duvidas…

Hoje vejo-nos centrados em nos. Arrisco a dizer que somos egoistas. Magoa ler, porque é a verdade. Porque fazemos o que é suficiente e nao nos superamos. Mas pior que tudo, nao honramos quem um dia sofreu por nos.

Sara

 

 

Dopo 3 giorni a Torino, sono molte le sensazioni ed esperienze che voglio condividere. In questi 3 giorni ero libera. Anche se ero in una città straniera che non è la mia, sono stata accolta da Torinese in quanto tale. Sorridevo perché ero libera di farlo, l’ho fatto perché mi sentivo felice, perché la felicità si esprime nel sorriso. Nella semplicità con cui ho sorriso ho ottenuto indietro la stessa cosa.

Nella mia libertà, ho scelto di abbracciare chi volevo, dimonstrando l’Amore. Perché l’abbraccio trasmette l’affetto che si sente ed è l’espressione del corpo che comunica: ‘Mi piaci’.

Oggi siamo liberi di fare e dire quello che vogliamo senza essere torturati o puniti. Nella storia, non solo in quella italiana e portoghese, la repressione è esistita. Un sistema di dittatura in cui le persone non erano libere di essere quello che volevano. Dove avevano paura diffusa, però particolari di morire ogni minuto che passava. Dove c’era la fame e il razionamento alimentare, ma quelle persone sono state in grado di condividere quel poco che avevano, fra tutti. Hanno condiviso uno spazio di 14 metri sotto terra chiamato Rifugio Antiareo nel tentativo di mettersi al riparo da bombardamenti imminenti.

E morirono. Sia fisicamente sia psicologicamente, perché il Fascismo li violò. Oggi, coloro che sono vivi hanno sicuramente la memoria che una volta erano prigionieri e sanno apprezzare la libertà che hanno. Quello che mi ha colpito di più è la facilità con cui oggi si cammina sullo stesso terreno che una volta era pieno di dolore e di paura. Senza pensare che oggi siamo dove siamo, grazie a queste persone, alla loro sofferenza, alla loro lotta ma, soprattutto, grazie al coraggio che permise la conquista della libertà tanto desiderata.

Quello che mi emoziona e allo stesso tempo mi ha frustrato è pensare che forse, dico forse perché non so se si tratta di un comune sentire, noi non facciamo buon uso di questa libertà che ci è stata data gratuitamente, senza sangue o lacrime versate. Siamo semplicemente nati in un’ epoca in cui possiamo essere liberi.

Fucilato a Torino il 5 aprile 1944
E’ la forma più giusta o semplicemente la più conveniente? 
Condividiamo ciò che è nostro e diamo senza aspettarci niente in cambio? Aiutiamo chi ci chiede aiuto perché ci sentiamo di farlo? 
Ci abbracciamo più volte e sorridiamo tutti giorni anche a uno sconosciuto?

Ho i miei dubbi…

Oggi vedo che noi siamo concentrati su noi stessi. Rischio di dire che siamo egoisti. Fa male leggerlo, ma è la verità. Perché facciamo quello che è sufficiente e non di più. Ma la cosa peggiore di tutte è che non onoriamo quelli che un giorno hanno sofferto per noi.

Sara

 

ps: Un ringraziamento speciale ad (anti-)Meggio per l’aiuto con l’italiano