14 novembre 2012
Radio Beckwith evangelica

Nel mio ultimo articolo ho parlato della libertà: oggi mi è stata data proprio la libertà di scrivere quello che voglio. Non voglio scrivere della mia esperienza in Italia, ma della mia profonda tristezza per quello che è successo in Europa in generale e in particolare nel mio paese.

Mi rammarico profondamente per la violenza che ha visto nel corso delle manifestazioni, alla ricerca della tanto propagandata libertà. La libertà è un concetto ampio, che si riferisce qui a “la mia libertà comincia dove finisce l’altra”.

Purtroppo, si tratta di una linea sottile che separa la mia, la tua e quella di tutti. I nostri atteggiamenti, nel nostro quotidiano, si devono basare sul rispetto reciproco. Quello che ho visto e letto mostra una mancanza di rispetto profondo per gli esseri umani. Non voglio attribuire la colpa a nessuno o scagliare la prima pietra. Nel mio paese, sono state lanciate anche un paio di pietre di troppo. In Portogallo, ho assistito ad una provocazione così forte verso la polizia che non ci si poteva aspettare altro che una risposta cieca nei confronti di tutti i manifestanti. Non posso e non voglio puntare il dito contro nessuno, perché non ero presente alla manifestazione e posso solamente valutare le informazioni che mi raggiungono e provare a metterci del buon senso.

Mi sembra che quando siamo provocati abbiamo due opzioni: possiamo rispondere esattamente con la stessa moneta o possiamo ignorare la cosa e dimostrarci superiori. Purtroppo, il lavoro della polizia non è quello di ignorare le provocazioni gratuite, ma dovrebbe esserlo invece il difendere i cittadini portoghesi e, per farlo, dovrebbe saper distinguere sempre i manifestanti ordinati e tranquilli da quelli destabilizzanti. Sfortunatamente non ho visto un buon comportamento da parte della polizia. I manifestanti pacifici che non hanno fatto niente, hanno solo ricevuto violenza gratuita. E’ davvero triste la mancanza di fiducia che nasce nei confronti di una ‘pseudo’ autorità con gesti come questi. Mi rivolgo a voi, poliziotti: quando si lotta pacificamente per i nostri diritti, noi vogliamo poter contare su di voi per la nostra sicurezza. La cosa che mi dà più tristezza è pensare che tutti quelli che si battono per i propri diritti vedano la loro manifestazione sabotata da una mezza dozzina di incappucciati che hanno solo provocato disordine: questo mi fa pensare che tutto sia davvero al contrario, che nostri concetti siano stati inquinati e che in questo modo non andremo da nessuna parte.

In Italia, i video mostrano la violenza della polizia, senza alcuna provocazione precedente. Si vede quindi un uso improprio della propria divisa. Ora mi rivolgo a loro, a questi poliziotti: sanno che i diritti per cui manifestano i cittadini, sono anche i loro? Sano fare parte della classe media, in via di estinzione? Sembra una realtà dimenticata. In questo senso, mi ricordano dei Pitbull, che sono violenti solo quando vengono addestrati ad esserlo, e che possono diventare pericolosi per tutti. Allo stesso modo, i poliziotti sono stati pericolosi, ma nessuno li abbatte o abbatterà, perché le persone li riconoscono ancora come una realtà in grado di fronteggiare i disordini, coloro quindi che dovrebbero proteggere i cittadini. Le persone sono incredule, non solo nel sistema in generale, ma in particolare nei loro confronti e questo rischia di tradursi in lotte sempre più atroci e ingiuste di cui siamo purtroppo spettatori, partecipanti o vittime.

Nella storia del mondo, in tutte le guerre e battaglie, rimarranno per sempre incisi i nomi delle persone innocenti la cui morte è stata ingiusta. Al giorno d’oggi si dice che, in buon portoghese, che “estavam no sítio errado à hora errada“, erano cioè “nel posto sbagliato al momento sbagliato“. La libertà che abbiamo oggi dovrebbe permetterci di risolvere pacificamente i conflitti, ma a volte sembra che gli anni di repressione non ci abbiano insegnato niente.
Si può chiamare utopia, ma credo che insieme si possa fare meglio di quanto fatto finora un po’ in tutta Europa. Vogliamo richiamare l’attenzione di Vostra Eccellenza Cancelliere Angela Merkel per il nostro malcontento, ma ciò che stiamo trasmettendo è solo un’ondata di violenza senza ragioni né qualità. Noi non stiamo presentando i fatti, non stiamo pensando a soluzioni, non ci mostriamo né superiori né intelligenti, ma solamente selvaggi.

Secondo una definizione scientifica generale, noi umani siamo esseri razionali, e questo ci rende diversi dagli altri animali, che non lo sono. Oggi sono più orgogliosa degli animali, che almeno mostrano riconoscenza quando ricevono affetto, cibo e tutto il resto. Anche quando vengono aggrediti o abbandonati, spesso insistono, per cercare di riconciliarsi con i proprietari. Non voglio dire con questo che dovremmo diventare persone prive di personalità, senza una nostra volontà, alla mercé degli altri, perché questo è ciò che succede oggi. La democrazia ci dà la libertà di eleggere chi ci governa, attraverso un sistema di votazione e l’elezione del suo presidente, da parte della maggioranza, una cosa che ci rende persone attive nella società e anche responsabili. Visto che, “casualmente”, questo sistema non funziona, perché l’insieme di persone che stanno al governo sono più interessate a mettere le mani nelle tasche, spesso nelle nostre, e che in parlamento si dividono tra accuse di parte e visite su Facebook, dimenticandosi del loro vero compito, per il quale sono stati eletti e scandalosamente ben pagati, io sono profondamente convinta che noi, in questa democrazia, abbiamo ampiamente le possibilità di farli scendere dal loro piedistallo. La differenza è che, visto che ci consideriamo intelligenti e avanzati, credo che queste qualità dovrebbero essere sfruttare, e non sprecate in atteggiamenti fisici, poco utili a garantire un vero cambiamento. Quindi, meriteremo rispetto solo quando faremo qualcosa per meritarcelo, e per farlo dovremo utilizzare gli strumenti giusti, attraverso i canali appropriati e non esibendo ormoni in eccesso e saltando, in un infelice tentativo di mostrare forza e virilità, una ridicola “volontà di potenza”.

Ma io dico questo: sono solo una cittadina portoghese che non sa nemmeno da dove cominciare questo necessario cambiamento. Le mie sono solo parole, che attendono di incontrarne molte altre per aver senso. È solo la mia opinione, l’opinione di coloro che credono ancora nel loro paese. Continuo a credere nella costruzione di una famiglia in terra lusitana. Sono sicuro che dentro di noi ci sia tutto il necessario per essere migliori. Siamo stati conquistatori, abbiamo vinto battaglie, superato difficoltà e saputo vincere. La nostra è una natura latina, ciò che ci definisce come persone accoglienti e solidali e non mosse da rabbia e violenza. Il problema oggi è che si parla troppo e si fa troppo poco. Troppe opinioni e poche azioni. Se ci pensiamo, abbiamo tanto nel nostro bel Portogallo. Ci sono ore di luce solare sufficiente per essere persone felici, perché il sole è il carburante dell’anima. Abbiamo una costa bagnata dall’Atlantico, che ci offre spiagge e angoli di una bellezza infinita. Abbiamo buon cibo, buon bere, buona musica. Abbiamo storia e cultura. Lisbona è una delle città più belle d’Europa e del Mondo… No, non è esagerato: è un fatto. E anche la sua gente è bella e buona, ma purtroppo si riduce e si offusca dopo eventi come quelli di mercoledì.

Sara

ps: grazie MILLE a Marco per questo lavoro difficilissimo di traduzione!