L’arrivo
Radio Beckwith evangelica

Torre Pellice_inesv

Siamo arrivati a Torino alle cinque pomeridiane (alle 17:00) del trenta gennaio. Ad aspettarci all’aeroporto c’era Marco, della RBE. Il viaggio verso Torre Pellice è durato circa un’ ora e siccome era tardo pomeriggio abbiamo visto un bel tramonto dietro le montagne. È stata, per me, la prima tra le immagini più belle del mio arrivo in Italia.

Dopo aver sistemato le valigie in casa, ci siamo diretti verso la Radio. Era il giorno della riunione settimanale del gruppo e abbiamo potuto conoscerli tutti. La prima impressione non avrebbe potuto essere migliore. E’ una squadra giovane che lavora in un ambiente molto familiare e in un locale molto gradevole. E, nonostante il fatto di non saper parlare italiano, sono stata sorpresa con me stessa di essere riuscita a capire tutto (o quasi tutto) ciò che dicevano.

Dopo questo primo incontro, siccome avevamo il frigorifero vuoto, decidemmo di andare a far cena fuori, in un locale del centro di Torre Pellice. Qui è cominciata l’avventura: come ordinare il menu? E più ancora, come richiedere l’hamburger con o senza insalata? Dopo l’imbarazzo iniziale e i sorrisi nervosi, grazie alla simpatia del cameriere e ad alcuni gesti accompagnatori, tra parole inglesi e spagnole, siamo riusciti a farci capire.

Il freddo di cui tanto si parlava, ancora non si sentiva. Probabilmente era colpa dell’adrenalina. Dopotutto stavo in un altro paese e, in un certo senso, era un ricominciare da capo.

Dopo cena siamo tornati a casa. Abbiamo scelto le camere e abbiamo disfatto le valigie. Mi sono coricata. Mi sono sentita strana, per un momento, sul materasso morbido, il letto piccolo e la camera che adesso era mia. Ho chiuso gli occhi e mi sono preparata alla sfida che sarebbe cominciata la mattina seguente.

 

A presto!

Inês

Torre Pellice_inesv

Siamo arrivati a Torino alle cinque pomeridiane (alle 17:00) del trenta gennaio. Ad aspettarci all’aeroporto c’era Marco, della RBE. Il viaggio verso Torre Pellice è durato circa un’ ora e siccome era tardo pomeriggio abbiamo visto un bel tramonto dietro le montagne. È stata, per me, la prima tra le immagini più belle del mio arrivo in Italia.

Dopo aver sistemato le valigie in casa, ci siamo diretti verso la Radio. Era il giorno della riunione settimanale del gruppo e abbiamo potuto conoscerli tutti. La prima impressione non avrebbe potuto essere migliore. E' una squadra giovane che lavora in un ambiente molto familiare e in un locale molto gradevole. E, nonostante il fatto di non saper parlare italiano, sono stata sorpresa con me stessa di essere riuscita a capire tutto (o quasi tutto) ciò che dicevano. Dopo questo primo incontro, siccome avevamo il frigorifero vuoto, decidemmo di andare a far cena fuori, in un locale del centro di Torre Pellice. Qui è cominciata l'avventura: come ordinare il menu? E più ancora, come richiedere l'hamburger con o senza insalata? Dopo l'imbarazzo iniziale e i sorrisi nervosi, grazie alla simpatia del cameriere e ad alcuni gesti accompagnatori, tra parole inglesi e spagnole, siamo riusciti a farci capire. Il freddo di cui tanto si parlava, ancora non si sentiva. Probabilmente era colpa dell'adrenalina. Dopotutto stavo in un altro paese e, in un certo senso, era un ricominciare da capo. Dopo cena siamo tornati a casa. Abbiamo scelto le camere e abbiamo disfatto le valigie. Mi sono coricata. Mi sono sentita strana, per un momento, sul materasso morbido, il letto piccolo e la camera che adesso era mia. Ho chiuso gli occhi e mi sono preparata alla sfida che sarebbe cominciata la mattina seguente.   A presto! Inês