Il “quasi” giornalista, oppure, lo stagista “serio”
Radio Beckwith evangelica

Una settimana piena di attività… c’era l’analisi alle elezioni europee di maggio dove, come laureato in Relazioni Internazionali, ho potuto dare un contributo più rilevante alla redazione di RBE.

Se prima ho cominciato con “il piede sbagliato” perché ha fracassato il mio tentativo di trovare ospiti, dalla Germania e Polonia, per interviste in “Ursula”, ma comunque il resto della settimana è andata molto meglio.

In questo modo, ho aiutato i colleghi della redazione su qualche paese europeo o su qualche argomento utile per fare delle “buone” domande agli ospiti intervistati in “Tra Parentesi” o “Ursula”.

Poi è arrivato il lavoro più apprezzato di tutti fino adesso, per una persona che, voleva già dall’inizio un futuro dentro il mondo dei media: essere invitato in “Ursula” a commentare la coscienza europea dei portoghesi… E, anche, essere invitato ad aiutare i colleghi che dovevano parlare dei PIGS, specialmente con informazioni pertinenti su il “PIG” Portogallo per la riflessione su quest’argomento.

Così, siamo arrivati a mercoledì, alla riunione della redazione, dove per la prima volta, forse perché eravamo pochi (quasi metà della “squadra” era a Napoli per un lavoro) ho sentito il coraggio di parlare di più e dire cosa pensavo e (credo io) contribuire alla scelta degli argomenti e del modo di approfondirli.

Nell’entusiasmo del momento, ho deciso di auto-invitarmi ad accompagnare Marco, per il programma “Fiore all’occhiello”, cioè la rassegna della stampa.

Svegliarmi alle 7:00 della mattina poteva essere un sacrificio troppo crudele, invece no… è stata una mattina di “osservazione” e di pratica giornalistica “dal vivo” che non ti lascia sentire mai stanco, anche perché entri in quel ritmo in fretta… arrivare alle 7:30, guardare i siti dei giornali e vedere i titoli principali, osservare i supplementi regionali e “spremere” gli argomenti più importanti da riportare dalle 8:00 alle 9:00.

Se la mattina fosse finita dopo quel momento, sarei stato già soddisfatto con l’esperienza, ma è arrivato l’invito ad ascoltare e vedere l’intervista a qualche ospiti europeo… Grazie Marco!

Abbiamo cercato qualche ospite portoghese per venerdì. Senza contatti diretti che fossero utili per quest’argomento, abbiamo lanciato i dadi sulla tavola: Rui Tavares, eurodeputato e persona rilevante nella politica portoghese in questo periodo prima delle elezioni europee.

La scommessa era troppo alta, ma la speranza deve rimanere fino all’ultimo minuto. Dopo è venuta la angustiante attesa per una risposta positiva. E così è cominciata l’avventura “Tavares”: con la conferma di disponibilità data ma senza la conferma di un’ora precisa per fare l’intervista, è arrivato lo “stress giornalistico” proprio delle redazioni. Cercare, tra amici degli amici, un contatto diretto di Tavares, in modo che Marco riuscisse finalmente a fare l’intervista venerdì mattina.

Miracolo! Sono riuscito ad avere questo contatto diretto e allo stesso tempo era arrivata la conferma che venerdì mattina Marco poteva fare l’intervista. Tra le mail in portoghese, è mancato il numero di telefono per farla.

Era venerdì… mancavano poche ore per il programma. Marco (grazie mille di nuovo!) mi ha invitato a stare lì in studio e, meglio ancora, ha lasciato il mio microfono aperto per fare qualche domanda agli intervistati.

Sono stato, dunque “dietro delle quinte” del processo elaborativo dell’intervista, dall’inizio al fine. Mi hanno chiesto il mio contributo, e questa è quell’opportunità che ogni stagista aspetta!

Era arrivato, al secondo tentativo, il momento di fare l’intervista a Tavares. E l’ abbiamo fatta… Tra l’agenda quasi piena di Tavares e una mattina che sembrava finire tropo velocemente.  Era stata difficile ma la scommessa è stata vinta!

Lavorare ancora nella terza intervista di quella mattina, fare l’editing, mettere tutto a posto per registrare le schede… Non ci siamo fermati un attimo per rispirare e fare una pausa ma la scadenza definitiva era sempre più prossima.

Quando ho potuto respirare e guardare le ore… Figo! Mancava solo mezzora per entrare in diretta in “Ursula”! Respirare a fondo, bere un poco di acqua, prima del grande momento.

Sono 13:30 andiamo in studio, un po’ di “farfalle nello stomaco” perché ero in diretta e comunque non potevamo sbagliare e non volevo deludere gli ascoltatori portoghesi a cui ho chiesto di ascoltare Radio Beckwith.

Domande che richiedevano qualche riflessione e pensiero profondo, perché non parlavo della mia visione personale, ma di una visione generale dei portoghesi. Mezzora dopo era finita la partecipazione in “Ursula”, ed era tempo finalmente di riposare e di mettere un bel sorriso sulla faccia.

Dopo tutto questo, forse, potresti pensare: “Poverino questo stagista, così tante cose da fare, troppa pressione sulle spalle!” ma, in realtà, tutto questo sforzo è stato una piccola parte di queste giornate. La soddisfazione è stata in crescita, se da un lato volevo che il venerdì (il grande momento) arrivasse, dall’altro volevo che quella settimana non finisse mai. Venerdì è stato proprio un “giorno da sogno”!

Joao