Il ritorno
Radio Beckwith evangelica
No, non sto parlando del fatto che ritornerò a Portogallo tra meno di un mese. Vi parlo invece del ritorno alla mia “seconda casa”, cioè Asti. Ho vissuto lì 10 mesi come volontario del programma europeo SVE.
Arrivare ad Asti questa volta è stato una cosa diversa. Sono passati quattro anni, tanto tempo che avevo il rischio di non riconoscere la città, i suoi posti, la sua gente…
Tuttavia ad Asti rimane quasi tutto uguale. Ci sono i mercati nelle piazze, ci sono le passeggiate al sole degli astigiani… le sue vie con palazzi storici di altri tempi e che quasi ti spostano in un viaggio indietro nel tempo.
Una giornata piena di nostalgia, oppure “saudade”, questa parola unicamente portoghese e che fa parte sostanziale della nostra vita, del nostro fado… Un sacco di commozione come mi hanno detto alla mattina quando hanno visto che era vero, che ero proprio lì in quella piazza.
Durante tutto il giorno sempre questa sensazione, e che bella sensazione! Ricordare le facce delle persone che sono state vicine a te quattro anni fa. Rivedere le persone che ti hanno accolto, che ti hanno fatto sentire “in casa”, proprio in quelli momenti quando Portogallo era un po’ lontano. Persone che non si sono dimenticate di quel ragazzo portoghese che adesso ritorna (come mi hanno detto) un uomo.
Si… sono cresciuto, quel ragazzo di 21/22 anni, dei lontani 2009/2010, è tornato diverso ad Asti. Con più maturità, con più esperienza, che non si abbaglia con tanta facilità del fatto di essere fuori di casa, in un altro Paese.
Adesso sono sicuro che Asti è la mia seconda casa. Lì come in Portogallo, ho amici, quelli veri ai quali non importa quanti anni passano, ti vogliono bene sempre!
Ora ritornano quei pensieri di voler fermarmi in Italia, perché adesso ho le prove che questo Paese può definitivamente essere la mia seconda casa.