Durante il sedicesimo secolo la Riforma ebbe una notevole forza di penetrazione anche nel Marchesato di Saluzzo. Poi, con la formale annessione del Saluzzese ai domini sabaudi sancita dal trattato di Lione nel 1601, il duca Carlo Emanuele I impose ai riformati la scelta tra l’abiura e l’esilio.

Anche il medico saluzzese Giorgio Biandrata aderì alla Riforma. Ebbe una vita travagliata: dopo la conversione dovette espatriare e visse gli ultimi periodi della sua vita in Transilvania, dove una maggiore libertà religiosa permise a lui e ai suoi seguaci di professare la loro fede.

A lui oggi è intitolata un’associazione culturale, la Biandrata, che opera a Saluzzo dal 1998 nel settore culturale, storico e formativo, improntato ai valori del dialogo interculturale e interreligioso, della pace e della solidarietà.

L’occasione dei 500 anni della Riforma Protestante ha fornito spunto all’associazione per organizzare una serie di eventi, in collaborazione con numerosi enti del territorio e con il Centro culturale valdese di Torre Pellice.

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