Segn/Ali Radio del 25 aprile: Torino città aperta: la città è aperta perché dà la possibilità di appartarsi, ritirandosi nei propri appartamenti, o perché ha in sé molteplici comunità, luoghi, e sensazioni a cui dare voce, prestare ascolto? La città è piena di isolati, ha in sé molti isolamenti, acustico, termici, linguistici, ed è in fondo un grande paese. In cui tutti si conoscono, perché nessuno si conosce, e tutti controllano che la norma sia rispettata, assumendo la dose regolare di Normalina. Esistono metropoli che sono anche un po’ metropolis, e di cui se ne conosce o se ne ricorda solo un pezzo. Perché esiste un oblio, che rinnova la sensazione di una città eterna, al di là di cronache e avvilimenti dispolitici. L’illuminismo ha dato alla città il diritto di fraintendere la non-città, e ad ogni individuo le libertà regolate secondo umane urbanità ed equilibri tra poteri. Saranno vacanze romane? O un notturno italiano? Il compagno di redazione Ian Curtis, straniero e transfugo ci lascia un messaggio sulla Divisione della Gioia… [AVVERTENZA: questo ascolto è un test di psicocittadinanza attiva; chi non lo passa, lo passa a qualcun altro].