Una storia condivisa in radio fa sempre un certo effetto: è una sostanza che ci ricorda che le nostre storie appartengono una comunità di destino che è intessuta e in relazione anche di storia e memoria collettiva, a volte determinata da eventi fortuiti e misteriosi, e pure fondanti e fondamentali della Storia. In questo ascolto, si parte da un racconto, si ricorda la Resistenza, si ritorna e ci si dichiara partigiani, contro ogni abuso di Potere e di regime. Sottolineiamo un nesso che è un’ulteriore sostanza del discorso, anche nello spazio ridotto di un programma radio ci si espande per il cosmo. La resistenza diventa atto politico espresso in uno spettacolo teatrale contro le costrizioni e vincoli concreti e metaforici. I trattamenti anche sanitari, anche obbligatori (previsti dalla legge 180), vanno riconsiderati e una lodevole proposta di legge avanzata dai radicali è contestualizzata da un nucleo di follia militante che non dismette la carica eversiva a base di dubbi, riflessioni, racconti, ed evasioni dallo psicopenitenziario che è in tutti noi [AVVERTENZA: questo ascolto può provocare una resistenza alla Normalina].