Un salto deciso e coraggioso, in rottura con quanto è stato prodotto finora: è la sfida e l’impegno di Relief/Reliëf, la nuova rivista bilingue (francese e olandese) della Chiesa protestante unita del Belgio presentata dai suoi due ideatori e redattori, Marian Knetemann e François Choquet, in occasione dell’ultimo incontro dei media della Cepple a Lisbona.

Una rivista semestrale, che quindi non cerca di inseguire i tempi sfuggenti della comunicazione di oggi ma si presenta come un prodotto «da tenere sul tavolo del salotto», un esempio di slow journalism rivolto sì ai membri delle chiese ma anche a un pubblico esterno, che non conosce la chiesa protestante.

Il primo numero, lasciato «casualmente» negli studi medici, nelle stazioni, oltre che nelle chiese, lancia un messaggio espresso dal sottotitolo: «Della profondità nella mia vita». Un messaggio suggerito anche dall’immagine di copertina, dove un bambino è pronto a gettarsi in acqua: «così come, in termini di comunicazione, le chiese protestanti devono buttarsi nella novità», ritengono i creatori di Relief.

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