I protestanti iberici e i 500 anni della Riforma
Radio Beckwith evangelica

Una realtà di minoranza, quella delle chiese protestanti nella penisola iberica. Anzi, «una minoranza nella minoranza», ha osservato durante l’ultimo incontro dei media della Cepple il presidente Alfredo Abad, Chiesa evangelica di Spagna, sottolineando che se da un lato i rapporti con le altre chiese protestanti storiche sono buoni, molto più difficili se non inesistenti sono quelli con le chiese pentecostali e carismatiche. Una situazione confermata dai portoghesi, in particolare per quanto riguarda i gruppi provenienti dal Brasile. La comune denominazione «evangelical» sta creando alcuni problemi alle chiese protestanti storiche, che spesso vengono associate a quelle evangelicali, al punto da suscitare il dibattito al loro interno sull’opportunità di eliminare dalla loro denominazione il termine controverso (e lasciare, ad esempio, soltanto la definizione di metodista).

All’incontro della Cepple erano presenti i rappresentanti delle tre chiese fondatrici del Copic (Consiglio portoghese delle chiese cristiane, nato nel 1971): metodisti, presbiteriani e anglicani, cui oggi si è aggiunta di recente la chiesa tedesca (luterana).

Abbiamo incontrato i pastori Eduardo Conde, della Chiesa metodista del Portogallo e responsabile della programmazione televisiva del Copic, e Sergio Alves, della Chiesa Lusitana (anglicana) e responsabile della comunicazione.

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