Sta per intensificarsi la stagione di raccolta in diverse parti d’Italia, tra cui la Basilicata, al centro dell’attenzione per la condizione dei lavoratori e per i roghi delle baraccopoli che li ospitavano. Nel luglio del 2016, il ghetto di Boreano, nella campagna di Venosa, in cui vivevano centinaia di braccianti agricoli, era stato sgomberato, ma «senza, successivamente, aver dato soluzioni alternative», spiega Francesco Castelgrande, delegato locale dell’Unione Sindacale di Base che da tempo cerca di formare un carattere sindacale nei lavoratori migranti della zona, per permettere loro di difendere i propri diritti basilari. Anche la chiesa valdese e metodista del luogo ha cercato di portare il proprio contributo al miglioramento della situazione dei braccianti agricoli. In questo momento la stagione di raccolta «non è del tutto aperta – continua Castelgrande – anche se sono iniziati alcuni lavori di preparazione dei terreni. Le presenze sono ancora poco rilevanti, dal momento che i braccianti stanno tornando dalle campagne delle arance e dei mandarini in Calabria. Abbiamo già posto il problema alla regione Basilicata per affrontare l’accoglienza di quest’anno».

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Immagine: via https://www.facebook.com/aboubakar.soumahoro.92