Il 24 maggio un’altra imbarcazione si è ribaltata nel Mediterraneo vicino alle coste libiche, facendo più di trenta morti e centinaia di dispersi. Nel frattempo il Ministero dell’Interno ha rivelato che i migranti arrivati in Italia sono già il doppio di quelli dell’anno scorso nello stesso periodo. La guardia costiera libica qualche giorno fa ha riportato sulle proprie coste un gommone in viaggio verso l’Italia e ha ricevuto l’accusa – da parte di alcune Ong che prestano soccorso – di aver sparato sui migranti in occasione dell’intercettazione di un’imbarcazione. Le persone continuano ad arrivare e per ora le coste siciliane sono da evitare per l’incontro del G7 a Taormina. Ne abbiamo parlato con Alberto Mallardo, operatore dell’osservatorio sulle migrazioni Mediterranean Hope (della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) presente a Lampedusa.

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Immagine: via Twitter, dal fondatore dell'ong Moas, Chris Catrambone