La Fotografia mondiale si ritrova ogni anno ad Arles grazie ai Rencontres, il festival ideato nel 1970 dal fotografo Lucien Clergue, dallo scrittore Michel Tournier e dallo storico Jean Maurice Rouquette che fin da allora è sinonimo di osservatorio culturale oltre che di laboratorio creativo.

Da sempre la fotografia ha il compito di raccontare anche gli aspetti più scomodi del nostro quotidiano, dovere dal quale non si sottraggono gli artisti che ogni anno espongono i loro lavori nella magnifica cittadina francese al confine tra le Provenza e la Camargue che vede i muri delle case e delle rues che tanto hanno affascinato artisti come Vincent Van Gogh, riempirsi di manifesti, fotografie e locandine che pubblicizzano i tanti eventi organizzati.

    

Fin dalla sua prima edizione i Rencontres continuano a essere un luogo d’incontro e di scambio non solo tra gli addetti ai lavori ma sopratutto con il pubblico, una chiara dimostrazione è il tutto esaurito registrato nella serata inaugurale che ieri sera ha visto animarsi di magnifici “disegni di luce” il chiostro del Palazzo dell’Arcivescovado, cuore pulsante del Festival.

Durante la serata inaugurale il sindaco, Hervé Schiavetti, ha ribadito il ruolo centrale della fotografia ad Arles non solo per les Rencontres ma anche per l’Istituto Nazionale Superiore della Fotografia della città confermando «la centralità degli eventi culturali come vero motore per lo sviluppo economico e sociale»; il direttore del festival, Sam Stourdzé, prima di lasciare lo spazio alle immagini ha concluso la presentazione ricordando il programma dei Rencontres che prevedono 32 mostre organizzate in 9 sezioni che permettono, ha dichiarato, «di delineare lo stato attuale dell’arte fotografica mondiale».
Qualche dato numerico, infine: i 104.000 visitatori dello scorso anno hanno generato una ricaduta sul territorio arlesiano di oltre un milione di euro, per una kermesse finanziata da partner pubblici e privati che vede oltre il 70% dei paganti ritornare volentieri di anno in anno creando una vera e propria fidelizzazione.

La settimana di apertura del festival, che terminerà il 24 settembre prossimo, accoglie fino a domenica 9 luglio professionisti e amatori della fotografia con un fitto programma di esposizioni in gallerie d’arte ma anche in luoghi inconsueti come vecchi capannoni industriali e cappelle sconsacrate. Molto interessante è la sezione Off che accoglie le tante proposte e idee sperimentali di un mezzo di espressione artistica più vivo che mai.

Sono tanti i motivi per consigliarvi una vacanza in Provenza, i Rencontres e la bellezza bohèmien di Arles ne sono un magnifico esempio.