In movimento con la Spizzica e Cammina
Radio Beckwith evangelica

Voglia di stare insieme, scarpe di ginnastica ai piedi, zainetto in spalle: questi gli ingredienti per partecipare alla terza edizione della Spizzica e Cammina, passeggiata gastronomica in programma domenica 24 settembre.

Una camminata adatta a tutti, adulti e bambini, neonati in passeggino e anziani in carrozzina, che si snoda attorno alla struttura del Rifugio Re Carlo Alberto per circa 8 km, attraversando i boschi e le colline di Luserna San Giovanni.

L’appuntamento è collegato alla Giornata Mondiale Alzheimer del 21 settembre, che vede la partnership di Move for Dementia 2017, campagna internazionale volta a sviluppare la consapevolezza del vivere bene con la demenza.

La Spizzica e Cammina è parte del progetto Ambasciatori per l’Alzheimer, ed è stata studiata per consentire anche agli ospiti della struttura la partecipazione attiva: l’intento di continuare a creare e divulgare una comunità accogliente sul tema della demenza.

Marcello Galetti, responsabile di struttura del Rifugio, sottolinea con giusto orgoglio: «Dopo anni di lavoro siamo stati riconosciuti dalla Federazione Alzheimer Italia come territorio amichevole. Ora figuriamo fra i sei territori nazionali che hanno ricevuto questo titolo. L’obiettivo è di aumentare ancora il numero dei nostri ambasciatori per l’Alzheimer, persone che raccontino che la demenza non deve essere stigmatizzata. Gli studi dimostrano che l’isolamento aumenta il decorso della malattia. E ricordiamo che una comunità amichevole nei confronti della malattia lo è anche nei confronti di chiunque viva un momento di difficoltà o abbia degli svantaggi rispetto agli altri».

Un territorio amichevole può essere anche una rete di salvataggio essenziale per la famiglia del malato. «Si dice che l’Alzheimer sia una malattia sociale – conferma Galetti – Il motivo è che per ogni persona malata ce n’è almeno un’altra che vive una condizione di sofferenza, sotto molti punti di vista. Il disagio viene vissuto non solo dalla persona che ha ricevuto la diagnosi, ma anche chi gli sta intorno».

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