Ad Avigliana lo sport al servizio dell’inclusione
Radio Beckwith evangelica

Tre giorni di sport all’insegna dell’inclusione e del divertimento. Questo il riassunto di Avigliana Sport Against Racism che ha avuto luogo tra venerdì e domenica scorsa nel comune della bassa Val Susa. Un evento che ha dato la possibilità ai richiedenti asilo di diverse provenienze, uniti ai giovani aviglianesi, di confrontarsi in una sorta di mini olimpiade con tornei di calcio, pallavolo e pallacanestro. Oltre ai rifugiati del progetto di micro accoglienza diffusa della Val Susa, hanno partecipato alla manifestazione i ragazzi di Giaveno, Alpignano e della Val Pellice: «Da circa un anno e mezzo ad Avigliana abbiamo avviato il progetto Sport Migrante – spiega Francesco Calabrò, ideatore dell’iniziativa e operatore presso la Cooperativa Orso – L’iniziativa parte dal basso e coinvolge cittadini volontari e cooperative che lavorano sul territorio, che si prefigge l’obiettivo di utilizzare il linguaggio universale dello sport».

L’evento si è aperto nel tardo pomeriggio di venerdì, con una tavola rotonda sul tema “Lo sport come elemento di inclusione sociale per i richiedenti asilo” a cui hanno partecipato i rappresentanti di diverse realtà nel mondo dell’accoglienza che hanno raccontato le loro esperienze di progetti sportivi, sottolinenando l’efficacia di questo linguaggio universale. Al confronto ha partecipato anche l’assessora regionale Monica Cerutti, che ha sottolineato l’impegno della Regione Piemonte in questo ambito, anche attraverso azioni concrete come l’istituzione di un corso per allenatori e dirigenti sportivi incentrato proprio sul tema dell’inclusione.

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