Il miglior posto
Radio Beckwith evangelica

Il miglior posto è letteralmente quello che si cerca per avere una visione diversa, più ampia delle cose. Un buon posto di osservazione ci servirà ad accedere ai dettagli, a profili inediti, o profondità più recondite. Il punto di osservazione è fondamentale anche per mettere in luce quelle qualità che, senza confronto, rimarrebbero smarrite; in questo caso lo sguardo di due artisti di epoche diverse apre a una riflessione profonda sul senso del sacro. La cornice della mostra Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo alla Villa Reale di Monza, è la Cappella Reale aperta eccezionalmente per l’evento curato da Antonio d’Amico.

Un artista del ’600 e l’altro contemporaneo sono in dialogo con le loro opere in un contesto privilegiato e invitano a far riflettere sulle immagini che abbiamo davanti.

Come si svolge questo dialogo?

«È un dialogo fra artisti nel tempo. Da una parte un’opera d’arte che arriva dalla cattedrale di Fossombrone, nel cuore delle Marche, realizzata da Francesco Guerrieri, artista caravaggesco che, nel 1629, dipinse una pala d’altare meravigliosa dedicata alla Madonna e alla Sacra Famiglia. Dall’altra, abbiamo pensato che questa rappresentazione potesse entrare in sintonia con una sorta di pala d’altare contemporanea, realizzata da Gianluca Quaglia, artista milanese, il quale invita il pubblico a immergersi nel suo spazio creando un dialogo intimo. Questo avvicinamento avviene fisicamente, non soltanto a livello spirituale: entrando nella bellissima Cappella Reale concepita nel 1777 da Pier Marini sarà quindi possibile accedere a una pedana, una sorta di attivatore ottico, che ci permette di vedere meglio ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Di fronte a noi avremo l’immagine votiva, una rappresentazione figurativa che, quando è stata realizzata, aveva il compito di provocare nell’animo la pietas cristiana; l’uomo contemporaneo alza gli occhi al cielo e si eleva alla ricerca di qualcosa, come ci permette di fare, effettivamente, l’opera di Gianluca Quaglia».

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