Prove di dialogo tra le due Coree
Radio Beckwith evangelica

di tutto il mondo. A Panmunjom, nell’area demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud, si sono infatti incontrati esponenti di altissimo livello dei due Paesi, che non dialogavano da oltre due anni. «Panmunjon – racconta Gabriele Battaglia, giornalista che da anni vive a Pechino, dove ha diretto l’agenzia giornalistica China Files – è sostanzialmente un insieme di baracche, casematte all’interno delle quali si svolgono questi incontri tra le due delegazioni, una che viene da nord e l’altra che viene da sud. È un luogo altamente simbolico perché lì fu firmato l’armistizio del 1953, che ancora oggi fa sì che la guerra, mai terminata, sia sospesa. È una terra di nessuno che però è uno dei luoghi più controllati del mondo».

La decisione di riaprire i colloqui tra Corea del Nord e Corea del Sud è arrivata un po’ all’improvviso e in modo inaspettato. Dopo mesi di chiusure, nel suo discorso di inizio 2018 il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha parlato per la prima volta di dialogo, innescando un meccanismo che nel giro di pochi giorni ha portato a diverse novità. Prima di tutto, quella che nel breve periodo riguarda la partecipazione di una delegazione nordcoreana alle olimpiadi di Pyeongchang, che si svolgeranno a partire dal 9 febbraio. «Le olimpiadi invernali sudcoreane – ricorda Battaglia – sono state il grande cavallo di battaglia di Moon Jae-in, il presidente della Corea del Sud che da sempre è un sostenitore dell’appeasement, del riavvicinamento tra i due Paesi».

In modo non troppo differente da quanto accadde negli anni Settanta, nell’epoca della cosiddetta “diplomazia del ping pong”, quando il leader cinese Mao Zedong e il presidente statunitense Richard Nixon avviarono un dialogo che deve molto allo sport, anche il dialogo tra le Coree passa dallo sport. È molto probabile infatti che la Corea del Nord possa partecipare a questi Giochi olimpici con una rappresentativa in cui ci saranno almeno i due pattinatori artistici che hanno ottenuto i risultati necessari per accedere. Inoltre il Comitato Olimpico Internazionale si è già detto disponibile a concedere delle wild card ad altri atleti. La delegazione sarà composta anche da funzionari e da gruppi di arti performative, in particolare coreografiche.

È soltanto un fatto simbolico?

«No, c’è il fatto concreto che da un lato Moon Jae-in è riuscito a convincere gli Stati Uniti a rimandare le esercitazioni militari che erano previste a breve, a rimandarle non solo a dopo la fine dei Giochi olimpici, ma anche dei Giochi paralimpici, cioè dopo marzo. Presumibilmente quindi le nuove esercitazioni congiunte tra Usa e Corea del Sud avverranno a inizio aprile. Dall’altra parte i sudcoreani si dovrebbero essere assicurati il fatto che la Corea del Nord non compirà nessun tipo di test missilistico nucleare durante la cosiddetta pax olimpica».

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