Polvere di stelle – puntata 8 – L’oscurità precede, l’ignoto segue
Radio Beckwith evangelica

Polvere di stelle del 8 gennaio: inizia un anno nuovo, e dopo i giorni più bui dell’anno, risale a poco a poco al luce. Atemporalmente ricordiamo con vaga e vagante e tardiva sorpresa una certa oscurità che precede tanto la presenza della luce quanto quella dell’ombra e del buio. Dunque il tema del filo conduttore di questa puntata è l’ignoto.

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Appunti

Alcune cose da notare: de-siderare, scendere dalle stelle, o discendere nell’ascolto e nell’attenzione profonda di sé. L’istante contemplato o percepito nello stupore e lo scorrere del tempo. Due facce della stessa medaglia trascese nel mistero.

Certe nebulose sono dimora e residuo di stelle esplose, le gigantesche supernovae (il cui nucleo implode), una reazione di forze centrifughe e centripete. Fusione nucleare ed emanazione di sostanza e gas e polveri stellari.

As-siderare: giunge la notte, l’inverno, il malanno, la stasi, il gelo, il bisogno di calore. Angoscia o paura e stati di fragilità comuni all’umana condizione. Da neonati, da ammalati, da vecchi, da feriti, da impauriti. Coraggio e nuovo desiderio per dare forme.

Il XXI secolo perfettamente schizoide e sull’orlo di una possibile innominabile tragedia dis-umana o postumana è quello percepito, e riflesso nel saggio pungente e vibrante “L’innominabile attuale” di Roberto Calasso. Tutte le sfumature di un ignoto sapere arcaico diversamente declinato percepito e ripensato con lo sguardo alla digitalizzazione e alla tentazione autodistruttiva dell’umanità stessa, incapace di nominare ciò che le è ignoto.

Riferimenti ad altri testi del corpus di saggi di Calasso. Il corpo sinuoso del mostro-serpente pre-aurorale, ferito dal dio Indra e dal cui copro flutta e sgorga il soma, sostanza psichedelica o elisir dell’immortalità già estinto per chi ne riferiva l’esistenza. Forse un fungo allucinogeno, in ogni caso un trait d’union tra la percezione dell’istante e la coscienza del cosmo.

Le due facce della sovranità, in India come nell’antica Germania: ce lo ricorda Dumezìl, nel saggio “gli déi germani” (Adelphi)

Una possibile analogia con l’uovo cosmico (Protogono) della tradizione orfica. Il serpente in questo caso è la Necessità.

Il racconto è fantascientifico, ma solo in apparenza. René Guénon scrittore e mistico, studioso della tradizioni della filosofia perenne, ha tessuto diversi saggi e studi. Consigliato “La grande triade”.

Albert Einstein e Ennio Flaiano sono citati a memoria. Le parole variano di poco… il senso è quello. Meglio riconoscere la stupidità e diffidarne, per potersi stupire. Naturalmente cominciando dalla propria, così particolare, così umana per non sentirsi prigionieri, cattivi. Ce lo ricorda anche Tony Montana. Lui è un cattivo per davvero e se lo può permettere: è il protagonista di un film, di un mondo immaginario, più vero del vero, dove l’ipocrisia si fa arte per spacciare al nostro mondo verità scomode.

Pentagrammi

Floating Museum * Kenji Kawai * (colonna sonora di Ghost in the shell)
Cromagnosis * Ulver
Theme for the Eulipions * Rashaan Roland Kirk

La clip è tratta da “Scarface” di Brian De Palma (1983) – Al Pacino è Tony Montana e «il mondo è suo».

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