Licalbe Steiner, alle origini della grafica italiana
Radio Beckwith evangelica

Licalbe è l’acronimo dei due nomi, Lica e Albe, un sodalizio unico che ha attraversato la storia del paese; una storia in cui il confine tra vita privata, ricerca formale e attività professionale di entrambi è labilissimo.

Albe Steiner, Alberto Massimo Alessandro Steiner, era nipote di Matteotti; dall’età di 11 anni la sua famiglia è stata perseguitata, i genitori di Albe hanno adottato i figli di Matteotti e da allora, coi cugini, ha cominciato a maturare un profonda coscienza antifascista. Lica, nata Matilde Maria Covo, era figlia di padre ebreo e madre cattolica, uniti in matrimonio civile senza imposizioni da parte del padre nei confronti della moglie, cosa rara nell’800. Purtroppo l’identità ebraica ha fatto si che fosse preso dopo l’8 settembre, quando passò la soluzione finale, e ucciso insieme a due nipoti che sperava di proteggere.

Entrambi, sia Lica che Albe, hanno sempre militato, attraverso la stampa, attività clandestine e associative, contro il regime; dopo l’8 settembre partecipano entrambi attivamente alla Resistenza, Albe come commissario politico di una brigata garibaldina e Lica come staffetta partigiana.

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