Una sorpresa positiva per il Kenya
Radio Beckwith evangelica

La scorsa settimana tutto il Kenya ha vissuto con stupore un incontro politico che che potrebbe invertire una tendenza verso l’instabilità che nell’ultimo anno e mezzo sembrava essere ormai inevitabile.

La lunga vicenda elettorale che ha visto contrapporsi il presidente uscente Uhuru Kenyatta e l’ex primo ministro Raila Odinga, infatti, sembrava aver condotto Nairobi verso una fase di conflitto permanente. «Per tutto il 2017 – racconta Enrico Casale, redattore di Rivista Africa, la rivista della Società dei Missionari d’Africa – si è temuta una forte instabilità nel paese, anche per via delle numerose vittime degli scontri tra i sostenitori dei due fronti. Le elezioni di agosto, i cui risultati non sono stati riconosciuti, poi quelle di ottobre che, va ricordato, erano state boicottate da Odinga, e infine il giuramento a gennaio dello stesso Odinga come “presidente del popolo”, tutto questo poteva portare a uno strappo insanabile».

Venerdì 9 marzo, invece, i due leader politici si sono incontrati all’insaputa anche dei più fedeli alleati, concludendo poi con una dichiarazione congiunta in cui si afferma di voler lavorare insieme per il Paese. «Inizieremo un processo di avvicinamento della nostra gente – si legge infatti nel comunicato – e cercheremo insieme soluzioni sui problemi del nostro Kenya, lavoreremo per la stabilità».

Quella tra Odinga e Kenyatta è una rivalità che non si esaurisce soltanto con questa tornata elettorale, ma ha radici profonde nella storia del Paese, incrociando vicende familiari e contese etniche. I due attuali leader politici, infatti, sono figli a loro volta del primo presidente e del primo vicepresidente del Paese, in polemica tra loro sin dal 1964, quando Jaramogi Odinga venne accusato di voler prendere il posto di Jomo Kenyatta, spostando il Paese dalla sfera atlantica a quella sovietica. Inoltre, ricorda Casale, «i due esponenti politici hanno gruppi etnici di riferimento diversi e quindi è una rivalità che affonda le sue radici nel profondo del tessuto sociale kenyano. Il presidente Kenyatta è sostenuto dal blocco kikuyu, un gruppo bantu che rappresenta il più consistente del Paese, mentre Raila Odinga è sostenuto da altre etnie che si contrappongono storicamente, come i Luo».

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