L’arresto di Puigdemont tra forza e debolezza
Radio Beckwith evangelica

Domenica 25 marzo l’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, è stato arrestato in Germania mentre attraversava in auto il Paese per ritornare in Belgio dopo una conferenza in Finlandia. Puigdemont, che ha vissuto proprio in Belgio gli ultimi cinque mesi, è ricercato in Spagna con l’accusa di sedizione e ribellione ed è stato arrestato dalla polizia tedesca che ha agito in base a un mandato di cattura europeo, rilanciato venerdì scorso dopo l’uscita del leader catalano dal Belgio. Dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza dello scorso ottobre, infatti, molti leader politici indipendentisti catalani sono stati arrestati e incarcerati, mentre numerosi sono stati coloro che hanno scelto di lasciare il Paese per evitare l’arresto e per cercare di dare all’autodeterminazione catalana un respiro europeo. La notizia dell’arresto di Puigdemont, vincitore di fatto delle elezioni in Catalogna di dicembre, senza però una netta maggioranza, è stata accolta con manifestazioni e proteste a Barcellona, dove oltre 50.000 persone sono scese in piazza marciando verso gli uffici della Commissione europea e del consolato tedesco chiedendo libertà per quelli che vengono ritenuti prigionieri politici.

Negli scontri tra dimostranti e polizia, successivi alle cariche della forze dell’ordine, almeno 50 persone sono rimaste ferite in maniera lieve e tre sono state arrestate. Puigdemont ora è detenuto nel penitenziario di Neumünster, nello Schleswig-Holstein, ed entro 60 giorni il tribunale tedesco si dovrà pronunciare sulla sua estradizione.

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