Good morning… good night. Cinque artiste e una curatrice dall’Iran
Radio Beckwith evangelica

Chi visita la mostra rimane stupito del livello dell’arte contemporanea che si trova in Iran, assolutamente paragonabile a quello occidentale. I linguaggi e i concetti sono molto affini ai nostri, non c’è differenza. L’Iran non è un Paese così lontano in effetti, ma sembra che loro sappiano molto più di noi di quanto noi sappiamo di loro. A proposito di letteratura, c’è un grande amore per i versi e la poesia e lo si può riscontrare anche andando al bazar e scoprendo persone che scrivono sui banchi del mercato. Sono versi che parlano d’amore, di una società legata ai piaceri della vita, all’ospitalità e alla gioia di vivere; un Paese che ha un rapporto personale con l’arte, non solo legata agli ambienti artistici. La scelta per il percorso esposto presso il Museo di Palazzo Ducale di Mantova è quella di focalizzarsi sullo sguardo delle artiste iraniane, e una sorpresa si ha constatando la grande libertà di pensiero che conduce alla rappresentazione di se stesse e del proprio corpo; un progetto che sembra mettere in comunicazione presente e passato di questa terra.

Ce ne parla Peter Assmann, direttore del Complesso Museale e curatore della mostra.

Com’è nato questo progetto?

«È nato con un sempre più intenso interesse personale per l’Iran. Sono stato invitato ufficialmente in qualità di specialista per mostre e musei e ho potuto visitare Teheran, Isfahān, Shiraz. Così ho iniziato a pensare cosa si potrebbe fare per far conoscere il patrimonio di questo Paese perché, a dire la verità, quello che sappiamo attraverso i canali della tv parla di un Paese islamico nemico di Trump e di Israele; si parla solo della condizione e dei diritti delle donne, della situazione sulle strade, di una cultura del tutto rigida. Ma quando ho girato il Paese, ho notato una situazione totalmente diversa: C’è una grande ricchezza culturale, una grande ospitalità, c’è un interesse per la nostra cultura, per l’arte contemporanea, per l’arte europea del passato che mi ha affascinato del tutto».

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