Diritti Lgbt in India, dopo la sentenza c’è ancora molta strada da fare
Radio Beckwith evangelica

Lo scorso 6 settembre la Corte Suprema dell’India ha stabilito che la natura di reato per le relazioni omosessuali è incostituzionale. La sentenza arriva dopo anni di battaglie per la tutela dei diritti delle persone Lgbt, fatta spesso di decisioni contrastanti tra loro che hanno impedito per anni di compiere dei veri passi avanti.

Già nel 2009 l’Alta Corte di Delhi aveva emesso una sentenza simile, ma quattro anni dopo la Corte Suprema l’aveva annullata a seguito di una petizione lanciata da una coalizione di gruppi religiosi cristiani, musulmani e induisti. Per il presidente del collegio, Dipak Misra, «criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile». L’articolo 377, che risaliva al periodo coloniale, stabiliva che l’omosessualità era punibile con il carcere a vita e classificava i rapporti tra persone dello stesso sesso come “rapporti contro l’ordine naturale”. «Era diventato – ha poi spiegato il giudice Misra – un’arma per la persecuzione della comunità Lgbt». In realtà, l’articolo non è quasi mai stato applicato fino in fondo, ma ha contribuito negli anni a creare una cultura di repressione e minacce nei confronti delle persone Lgbt.

Con questa sentenza, l’India diventa così il 124esimo Paese al mondo in cui i rapporti omosessuali non sono o non sono più considerati reati penali. Secondo Boris Dittrich, direttore delle campagne di advocacy per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender di Human Rights Watch, si tratta di «un’importante vittoria per le persone Lgbt e per i loro alleati», anche se «la strada da fare sia ancora lunga».

Qual è la portata di questa sentenza?

«Siccome l’India è un Paese così importante, con il suo miliardo e 300 milioni di abitanti, significa che avrà moltissima influenza su altri Paesi. Questo è vero soprattutto in Asia, ma direi che si può estendere anche ad altri Paesi, perché l’India è stata una colonia britannica. La legge che oggi è considerata incostituzionale, l’Articolo 377, era un relitto dell’Impero britannico, ma in altre parti del mondo, come nei Caraibi, ci sono diversi Paesi in cui è ancora in vigore. L’influenza della decisione Corte Suprema indiana potrebbe sentirsi per esempio proprio nei Caraibi».

Continua a leggere su Riforma.it