Torino Spiritualità 2018
Radio Beckwith evangelica

Una specie di palestra per imparare a dire no, come individui e come società. Sembra anche questa una possibile lettura del programma di Torino Spiritualità 2018.

Il titolo di questa edizione infatti è “Preferisco di no”, un affermazione, intesa dall’organizzazione del festival, come gentile, serena, ma ferma; una formula che se pronunciata consapevolmente può avere il potere di diventare contagiosa.

Gli intenti della direzione artistica si leggono molto bene attraverso la prima giornata di appuntamenti, il 26 settembre, attraverso l’incontro  con Asha Phillips, una studiosa inglese nota in Italia per essere l’autrice de “I no che aiutano a crescere”, un best seller edito Feltrinelli, che ora lavora anche sulla dimensione dell’adultità. Lei ragionerà su come il “no” non sia un principio di esclusione, una barriera, ma uno strumento di unione. Seguirà, alle 21.00, l’incontro al teatro Carignano con Gino Strada, medico chirurgo che con Emergency porta assistenza alle vittime di conflitti e povertà, dal titolo “Verso una nuova resistenza”: un’affermazione contro tutto ciò che minaccia l’umanità delle persone.

Ne parla il direttore artistico Armando Buonaiuto.

Come avete scelto questo tema?

«Volevamo ragionare sul fatto che l’essere umano non è soltanto ciò che fa ma, in determinate circostante, è anche ciò che decide di non fare, di non legittimare e di non avallare. Ci è parso che la formula più adeguata per esprimere questo principio di resistenza fosse “preferisco di no” che ha anche un’eco letteraria perché rimanda al Bartleby di Melville, lo scrivano che ripeteva quasi come un mantra “preferirei di no”. Noi abbiamo tolto il condizionale, che forse esprime un po’ di rassegnazione, e l’abbiamo reso più incisivo: un’obiezione ferma, concisa, gentile, non urlata e non scagliata contro l’interlocutore ma che esprime una resistenza intima davanti a qualcosa che non puoi giustificare».

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