Mediorientarsi S04E01 – Dall’Assemblea generale dell’Onu, gli iraniani tra incudine e martello
Radio Beckwith evangelica

Quella che si chiude è stata una settimana decisamente intensa, con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha visto tutti i principali leader mondiali incontrarsi e presentare la propria posizione sulle questioni regionali e globali.

Prima, però, sono avvenuti alcuni fatti apparentemente minori, ma davvero rilevanti:
– nel cielo sopra Latakia, sulla costa mediterranea della Siria, l’antiaerea siriana ha abbattuto un cargo russo nel tentativo di colpire un caccia israeliano. La Russia ha subito puntato il dito contro Tel Aviv;
– in Iran un attentato nell’ovest del Paese ha ucciso 25 persone e ferendone oltre 60, tra cui molti civili. Sia l’Isis sia il gruppo separatista al-Ahwaz hanno rivendicato l’attentato. Perché?
– la Commissione diritti umani delle Nazioni unite ha rinnovato il mandato della commissione degli esperti che indaga da aprile sulle violazioni del diritto bellico e umanitario in Yemen.

Nel suo secondo intervento davanti all’assemblea generale delle Nazioni Unite, martedì il presidente americano Trump ha sostituito la Corea del Nord, al centro di un bellico discorso nel settembre dello scorso anno, con l’Iran come bersaglio della politica estera del suo governo, improntata sempre più al confronto diretto con i propri principali rivali strategici. «L’Iran deve rimanere isolato fino a che continuerà a sostenere il terrorismo e finché le sue aggressioni continueranno», ha detto Trump, che però ha intenzione di stabilire “grandi relazioni” con Teheran, a patto che «l’Iran cambi atteggiamento».