Pinerolo: fra navette e pedonalizzazioni
Radio Beckwith evangelica

A Pinerolo si discute molto sulle zone a traffico limitato e sulla pedonalizzazione di via Trieste. Contraria l’associazione dei commercianti, che nei mesi scorsi ha anche esposto dei cartelli contro la pedonalizzazione del centro storico.

Luca Salvai, sindaco di Pinerolo, motiva così l’idea di aumentare la ztl e di aumentare le zone riservate ai pedoni.

«Le ragioni sono note, era un punto della nostra campagna elettorale, quello di ridurre il traffico nel centro storico. Questo però ha creato una forte conflittualità, e l’abbiamo posticipato di qualche mese, iniziando in primavera». C’è stato un dialogo con i commercianti, c’è la possibilità di trovare della varianti? «Non ci sono molte varianti da discutere, si amplia la ztl di Pinerolo con via Trieste che spesso è usata solo per “tagliare” i semafori, non per fare spese, anzi. Con la chiusura aumenterà il commercio, ne siamo certi. Siamo convinti che la città tutta vada accompagnata verso questa scelta, ci saranno alcune iniziative, legate soprattutto al Natale, per portare più persone, a piedi, nel centro storico». Leonardo Ferri, presidente della Cna Commercio di Pinerolo esprime invece la contrarietà. «La questione non è semplice. Nel futuro ci sarà sempre più importanza di zone pedonali. Il problema è la situazione attuale: oggi è ancora fondamentale utilizzare l’auto per arrivare e fare acquisti, e comprare oggetti pesanti. Da un sondaggio effettuato durante i saldi il 70% degli intervistati valutava importante arrivare in auto vicino all’esercizio commerciale con facilità di parcheggio. Non siamo contrari a priori ma ci vogliono situazioni mitigative. In primis proprio i parcheggi». Da tempo i commercianti si confrontano con l’amministrazione per trovare una soluzione comune. «La questione dei parcheggi è centrale, poi si pensava di fare una ztl a orario. Incentivare le imprese che si installano nel centro storico». L’ultima battuta di Ferri è sul dialogo. «Ci è sembrato che ci fosse la possibilità di dialogare, siamo stati coinvolti per il centro storico ma poi al momento di parlare delle soluzioni non siamo stati invitati ai tavoli. E poi non c’è più stato dialogo e quindi la nostra risposta sono stati i cartelli. Altre forme di protesta non possiamo averle. I cartelli sono una protesta ma non troppo forte, vogliamo arrivare al dialogo non al muro contro muro».

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