Animali e Teologia
Radio Beckwith evangelica

Nell’ambito di un programma di alternanza scuola-lavoro, una classe del Liceo Volta di Milano si è ritrovata a ragionare sul rapporto tra animali e teologia. L’opportunità è nata grazie alla disponibilità della casa editrice Farina di pubblicare un libro su questo tema sviluppato dai ragazzi. La coordinatrice del lavoro è stata la docente di storia e filosofia, ora in pensione, Isabella D’Isola che ha pensato proprio di approfondire il tema degli animali perché vicini alla sensibilità e alla vita di molti.

Il titolo del libro, che è poi stato pubblicato, è Gli animali che ci servono. Antologia di testi sulla questione animale e affronta aspetti molto diversi della questione a partire da quello bioetico, filosofico, giuridico e scientifico.

Ma la riflessione, almeno nell’evoluzione finale, è servita anche a indirizzare la classe ad approfondire il ruolo e la figura degli animali nella religione.

A sollecitare questo rapporto ha aiutato un intervento in classe della pastora valdese Daniela Di Carlo, grazie alla quale, come riporta Isabella D’Isola, «ci siamo resi conto che il motivo per cui, attraverso i testi che avevamo trovato in materia, il dibattito su teologia e animali è così contraddittorio è che forse le religioni non hanno una linea precisa. La pastora ha dichiarato che semplicemente le chiese sembrano un po’ arretrate rispetto all’attenzione verso gli animali».

Da qui la classe è partita per cercare di approfondire la questione, principalmente nella Bibbia che presenta dei contrasti molto forti.

Continua Isabella D’Isola: «C’era chi sosteneva che, in una logica determinata da tempi storici molto diversi rispetto ai nostri, questa subalternità degli animali rispetto agli uomini era comprensibile e andava inserita in un contesto diverso. Altri che dicevano che effettivamente nella Bibbia gli animali sono solamente offerti in sacrificio e hanno una funzione terribile. Mi hanno chiesto chi avesse ragione, ma ovviamente il problema è capire che le opinioni possono essere molto diverse. Mi sono resa conto che l’aspetto religioso ha un’importanza culturale enorme che il più delle volte è implicita nella formazione di ciascuno di noi, e forse i ragazzi andavano aiutati a esplicitarlo. È stato importante rendersi conto del perché ci sono certe posizioni «indiscutibili» per le quali l’uomo è il centro dell’universo. Andava ricordato che non c’è una verità unica ma interpretazioni, ricordando che quello che si pensa non è un assoluto, ma è frutto di un percorso storico e culturale in cui la religione ha un peso enorme. La questione più importante era far ragionare su quello che viene dato per scontato».

Continua a leggere su Riforma.it
Foto di Sailko - Own work, CC BY-SA 3.0, Link