Un passo indietro per il disarmo
Radio Beckwith evangelica

Venerdì 1 febbraio gli Stati Uniti hanno sospeso la propria adesione al trattato INF – Intermediate-Range Nuclear Forces – che era stato siglato nel 1987 dall’allora presidente Reagan insieme a Michail Gorbacëv, l’ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Si ritiene che il trattato INF, che aveva portato alla distruzione di migliaia di testate nucleari, abbia dato un grande contributo alla fine della Guerra fredda, riducendo la tensione globale che aveva tra i suoi pilastri proprio la deterrenza nucleare. Meno di 24 ore dopo l’annuncio della Casa Bianca, anche il presidente russo Putin ha preso la stessa decisione, affermando al tempo stesso che la Russia comincerà a sviluppare nuovi missili e che la Russia non schiererà missili a corto e medio raggio, ovvero quelli che potrebbero colpire i Paesi europei, a meno che gli Stati Uniti non lo facciano per primi.

La decisione di Washington era già stata annunciata alla fine del 2018 e va inserita in un più globale contesto di contrapposizione tra gli Stati Uniti e la Russia da un lato e tra Stati Uniti e Cina dall’altro. Secondo l’amministrazione Trump, da tempo la Russia ha smesso di rispettare il trattato, producendo missili nucleari a media gittata che possono essere lanciati da terra. Tuttavia, la Russia ha sempre respinto le accuse. Per quanto riguarda la Cina, che invece non ha mai firmato le accuse, gli Stati Uniti accusano Pechino di sviluppare da molto tempo missili nucleari come quelli proibiti dal trattato, acquisendo un vantaggio strategico e militare troppo grande, considerato inaccettabile per il Paese capofila della Nato.

Ora serviranno sei mesi prima che gli Stati Uniti possano uscire del tutto dall’accordo, e lo stesso vale per la Russia. Secondo Lisa Clark, rappresentante italiana di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons – Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, vincitrice del Premio Nobel per la Pace del 2017) è possibile che per ora la prima conseguenza sia un «innalzamento del livello della tensione diplomatica. Credo che sia ancora tanto da fare per impedire che alla fine dei sei mesi tutte e due le potenze si ritirino dal trattato».

Perché questo trattato è, o era, così importante?

«È la pietra d’angolo di tutto il disarmo nucleare che poi ha portato alla fine della guerra fredda. È particolarmente importante per l’Europa, per gli Stati che non sono le due potenze, perché quel trattato fece rimuovere i missili Pershing dalla Germania e i Cruise dall’Italia, dal Belgio, dall’Olanda, in quella che è stata la prima mossa di disarmo, di costruzione, anche, di un rapporto di fiducia reciproca tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti che alla fine hanno potuto portare alla fine della Guerra fredda».

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