41 bis, pena o vendetta?
Radio Beckwith evangelica

Due anni di visite, undici strutture visitate e oltre 750 persone incontrate. Sono questi i numeri del lavoro svolto dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, a proposito del regime detentivo 41 bis, spesso chiamato semplicemente “carcere duro”, pubblicati lo scorso 7 febbraio.

Si tratta di un regime speciale istituito nel 1986 nel quale si prevede la possibilità per il Ministro della giustizia di sospendere l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti, in casi eccezionali. «Sono sottoposti al 41 bis – racconta Mauro Palma – coloro che rispondono di reati di associazione criminale, quindi associazione criminale di tipo mafioso, di tipo camorristico, della ‘ndrangheta: insomma, coloro che non hanno commesso reati in quanto singolo ma in quanto appartenenti a un’organizzazione che controlla anche territori, che definisce uccisioni, racket e fatti di questo genere, quindi reati di tipo associativo di grandi organizzazioni criminali». L’obiettivo principale del 41 bis è la restrizione delle comunicazioni dei detenuti con le organizzazioni criminali operanti all’esterno, ma anche i contatti tra appartenenti alla stessa organizzazione criminale all’interno del carcere e i contatti tra gli appartenenti a diverse organizzazioni criminali, così da interrompere i legami e le possibili linee di comando costruendo, aggiunge Palma, «un muro divisorio, un elemento di impermeabilità in modo che si interrompa questo tipo di comando».

Tra i provvedimenti previsti dalla legge spicca l’isolamento nei confronti degli altri detenuti: chi è sottoposto a questo regime non può accedere agli spazi comuni del carcere ed è situato in una camera di pernottamento singola. Inoltre, l’ora d’aria è limitata a due ore al giorno e anche questa è in regime di isolamento e il detenuto è sorvegliato da un corpo speciale di polizia penitenziaria. Ma l’isolamento si rivolge anche all’esterno: i colloqui con i familiari sono limitati a uno al mese, sono vietati i contatti fisici e sulla posta in uscita e in entrata vige il visto di censura.

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