Una sola idea di famiglia
Radio Beckwith evangelica

Dal 29 al 31 marzo, nella città di Verona si terrà la tredicesima edizione del World Congress of Families, una manifestazione che vede l’adesione di esponenti della destra europea, come il presidente moldavo Igor Dodon, membri del governo italiano come il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il ministro della Famiglia e la Disabilità, Lorenzo Fontana. A questi vanno aggiunte varie sigle del mondo cattolico, ortodosso e pentecostale, oltre a diverse associazioni anti-Lgbt, antiabortiste e in difesa della “famiglia tradizionale”. Un evento patrocinato dalla provincia di Verona, dalla Regione Veneto, e dal ministero della Famiglia.

Tra i relatori confermati finora, oltre ai già citati ministri, si trovano esponenti politici come la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il Ministro per la Famiglia ungherese, Katalin Novak, e l’arciprete Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità della Chiesa ortodossa russa, segnando in modo esplicito una saldatura tra il conservatorismo di stampo religioso e i partiti nazionalisti europei, tanto quelli di matrice filorussa quanto quelli vicini al gruppo di Visegrad formato da Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Anche se si parla esplicitamente di “valori cristiani”, non risultano invitati in seno alle chiese del protestantesimo storico.

Il tema di questa edizione, Il vento del cambiamento: l’Europa e il movimento globale pro-family, intende evidenziare la crescente forza dei movimenti che promuovono la cosiddetta “famiglia naturale”, minacciata da divorzio, omosessualità e parità di genere. «Il modello che viene proposto – spiega Giorgio Rainelli, presidente della Refo (Rete evangelica fede e omosessualità) – è il modello borghese, composto da maschio e femmina, possibilmente con uno, due, a volte anche tre o quattro figli, un modello estremamente limitativo. Non si parla di “famiglie”, ma di “famiglia” al singolare, quella del maschio e della femmina sposati, per cui nemmeno una famiglia extraconiugale; sposati possibilmente in chiesa cattolica: da questo modello, secondo i relatori e le relatrici, non si scappa».

E cosa succede a tutto quello che non ricade in questa definizione?

«Qualcuno dice che è peccato, altri dicono che si mette in crisi la società, perché poi per esempio non si fanno più figli. La cosa drammatica è che tra i relatori ci sono molti cristiani».

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