L’omofobia deve diventare reato
Radio Beckwith evangelica

«Tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno e io ti amo».

Questo è il passo di Isaia 43, 1-4 che farà da filo conduttore per le liturgie e le riflessioni intorno al 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, ricorrenza riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite che si celebra dal 2004.

La commissione Fede e Omosessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi e la Refo, Rete Evangelica di riferimento su queste tematiche, hanno preparato la liturgia e le proposte di preghiere per i momenti di culto che le chiese vorranno organizzare. La pastora Daniela Di Carlo, membro della commissione, spiega che sempre più chiese valdesi, metodiste e battiste adottano questa liturgia per i culti vicini alla data del 17 maggio, variandola anche a seconda delle sensibilità locali. «Ogni chiesa può dare una testimonianza di quanto sia importante combattere l’omofobia, la bifobia, e la transfobia – racconta Daniela di Carlo – vere e proprie malattie delle relazioni umane, sentimenti distruttivi che minano l’amore fraterno. Sovente le chiese protestanti di una città collaborano insieme, creando un’esperienza di vero ecumenismo. Ricordiamoci infatti che Dio ci ha creato in maniera diversa, ma ciascuna e ciascuno di noi fa parte in modo uguale del Suo popolo».

Le veglie di preghiera coinvolgono organizzazioni laiche ed enti che lavorano nel sociale. Anche le amministrazioni comunali sovente intervengono e da più fronti viene richiesto uno schieramento politico. «L’accoglienza deve essere completa, reale – ribadisce Giorgio Rainelli, presidente della Refo, Rete Evangelica Fede e Omosessualità – Anche la società civile, così come fanno le chiese, dovrebbe prendere una posizione ben precisa, netta, di condanna all’odio e alla discriminazione. Sono presente in Refo da oltre vent’anni e purtroppo devo dire che in questi ultimi periodi, secondo noi, sono stati fatti passi indietro, invece che in avanti. Ci sono ancora forti resistenze, non solo nelle chiese, ma anche nella mentalità comune, nell’accettare una persona omosessuale, a cui spesso viene chiesto di condurre una vita “casta”, richiesta che invece non viene fatta alle persone eterosessuali».

Passi avanti nell’ambito ecumenico sono stati fatti, e questo è un buon segno. Possiamo vedere diversi esempi di apertura, anche se sovente sono più a livello etico che teologico. Aggiunge Giorgio Rainelli: «Continuiamo ad assistere ad aggressioni a donne, ad omosessuali, contro ogni tipo di minoranza. Credo che il Parlamento dovrebbe prendere in seria considerazione una legge di contrasto all’omofobia, che non significa solo aggressioni fisiche, ma sovente e soprattutto, si presenta sotto forma di pressioni e attacchi verbali, psicologici. L’omofobia dovrebbe diventare un reato. L’omosessualità è presente in natura e non è una malattia. L’omofobia non è presente in natura tra gli animali, ma solo nella razza umana, il che è abbastanza preoccupante».

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