Una famiglia americana travolta da un futuro improbabile
Radio Beckwith evangelica

È il 2020. Gli Stati Uniti non sono più la forza maggiore dell’Occidente e sul territorio è stata introdotta una nuova moneta: il bancor. Una valuta di riserva mondiale che ha fatto crollare il valore del dollaro, ormai carta straccia.
La situazione è così degenerata che a capo del Paese c’è il primo  presidente latinoamericano, Alvarado, che agisce con un’operazione di isolamento nazionale. E la vita quotidiana di ogni americano si trasforma così in una vera e propria sopravvivenza.
Alla corsa disperata per arrivare alla fine della giornata senza morire di fame, freddo o sete partecipano anche i Mandible. Una famiglia che in poche generazioni è riuscita a raccogliere una cospicua fortuna accumulata da un trisavolo ingegnoso e agognata da ognuno dei suoi componenti strambi.
Lionel Shriver (Gastonia, 1957) ha immaginato un destino spaventoso e improbabile per il suo paese, gli Stati Uniti. La fine del potere economico, la scomparsa dei risparmi delle famiglie americane, l’oro confiscato tra cui addirittura le fedi nuziali sono solo alcune delle cause che porteranno, nella sua distopia, la nazione verso l’esclusione totale dai mercati.
I Mandible. Una famiglia, è un’occasione per rispolverare i concetti lontani anni luce delle ore di economia delle superiori e ritrovarli in mezzo ai paragrafi di una storia che assomiglia alla fantascienza ma si incrocia a una denuncia sociale che ci riguarda.
Donne e uomini legati da un filo che è famiglia, obbligo e nevrosi; i quali, però, da un giorno all’altro, si ritrovano a dover accettare che il proprio Paese li abbia privati dalla possibilità di potersi riscattare economicamente. Un sogno coltivato in segreto, con egoismo. 
E mentre l’egoismo dei Mandible si schianta sull’idea di una povertà comune e irrimediabile, le metropoli e i centri abitati attorno a loro si riempiono di senzatetto, lo sciacallaggio diventa quotidianità e l’arte di arrangiarsi la nuova regola. E per una famiglia media distrutta dall’economia arrangiarsi significa diventare spietati, ritornare agli istinti primordiali e fare di tutto. Come trasformare la propria casa in un centro accoglienza e ospitare in cantina la sorella che non si sopporta, il cognato broker che ha perso il lavoro e i loro figli maleducati, chiassosi e ingestibili. Come uccidere il proprio cane a 13 anni sapendo che non sopravvivrà alla carestia, diventare adulti e trascinare una vera e propria tribù a Ovest dove la salvezza è una cascina isolata in cui dare la propria mano d’opera per ricevere un riparo.

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