Docu-serie
Radio Beckwith evangelica

Erano iniziati gli anni Novanta e milioni di statunitensi non uscivano di casa perché gli schermi d’America si sintonizzavano su qualcosa di nuovo, di diverso: un format che di lì a poco avrebbe preso il nome di serie tv.

I tempi in cui David Lynch portò nelle case degli americani Twin Peaks sembrano lontanissimi, realizzando che a oggi le serie tv di cui si può disporre a livello internazionale sono tantissime, diverse tra loro per generi, argomenti trattati, durata e distribuzione.

Ma è sempre vicino e reale l’impatto che questo nuovo tipo di intrattenimento ha portato nella nostra quotidianità: milioni di persone che a ogni uscita iniziano una nuova avventura, dibattono, si appassionano e ne diventano quasi dipendenti. Un attaccamento intenso con i personaggi, la trama e l’intero “pacchetto” tanto da aver portato al fenomeno riconosciuto come binge watching: pratica che consiste nel guardare uno dopo l’altro gli episodi della propria serie preferita.

Vampiri, vichinghi, la vita di un gruppo di ostetriche negli anni Cinquanta, bullismo nei licei americani, cantanti in erba, seconda guerra mondiale, rapine in Spagna, isole deserte, corsie d’ospedale e molto altro sono solo alcuni dei temi e delle ambientazioni che hanno fatto e stanno facendo appassionare i telespettatori di tutto il mondo.

E se le serie tv sono diventate il pane quotidiano delle conversazioni dei nostri ultimi 5-10 anni, sui vari display su cui oggi realizziamo praticamente di tutto è arrivato un nuovo genere: la docu-serie. La crasi tra il documentario classico e la serie tv.

Una novità assoluta che ha investito le piattaforme digitali di serie tv (Netflix, Now tv) e le produzioni internazionali (Rai, HBO, Amazon) e che è stata accolta dall’opinione pubblica con entusiasmo e curiosità.

Negli ultimi mesi sono state due le docu-serie che hanno avuto un riscontro internazionale inaspettato, positivo e meritato.

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